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La stazione dei bus è terra di nessuno

La stazione dei bus è terra di nessuno

Cancelli aperti, bagni chiusi, fari inesistenti e vandalismi A Concordia nulla è cambiato dopo il rogo delle corriere

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CONCORDIA. Siamo a due passi dal centro storico - peraltro devastato - di Concordia, non lontano dal nuovo centro del paese. Siamo in uno dei terminali provinciali delle linee urbane del trasporto pubblico. Ma dal terremoto in poi, tra abbattimenti crolli e priorità che sono evidentemente altre, la stazione dei bus di Concordia è una terra di nessuno. Si ricorderanno gli autobus incendiati, in circostanze ambigue, tuttora al centro delle indagini per comprendere se sia stata “autocombustione” o una bravata, o peggio ancora.

Ma per chi ha la sfortuna di frequentare da pendolare la stazione, a distanza di anni dal sisma non può che arrendersi ad un degrado evidente. Il cancello di ingresso non c’è, per cui il via vai diurno e notturno è assicurato. All’interno poi, tra tanta decadenza e sporcizia, non c’è neppure un bagno fruibile. E parliamo di una stazione pubblica. Così gli utenti e i frequentatori non utenti al momento del bisogno si arrangiano.

Basta girare l’angolo e dietro lo stabile, a a i confini dalle altre abitazioni c’è uno spettacolo da latrina all’aperto da lasciare imbarazzati.

Alla sera poi la strazione è uno dei punti di ritrovo di ... certa gioventù.

Il proprietario dell immobile si dice sia Amo di Modena, l’agenzia della mobilità. Diciamo che manca ancora l’illuminazione, una esigenza che si era posta all’epoca dell’incendio degli autobus. Allora ci frono impegni, rassicurazioni, proteste.

È passato tanto tempo e tutto è peggio di prima.

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