Modenesi in fuga dal matrimonio Boom di convivenze
«Le cause? Incidono sia fattori economici che culturali» Dai notai due guide sui diritti di coniugi, genitori e figli
«Fuga dal matrimonio». Rino Costa, presidente di Confconsumatori Modena, non usa mezzi termini per descrivere una realtà nazionale i cui effetti non risparmiano il nostro territorio.
Ma quali sono gli effetti della “fuga” nel concreto? I dati dell’Osservatorio demografico sono eloquenti. Nel 1990 sono stati celebrati 742 matrimoni (tra riti religiosi e civili) ai piedi della Ghirlandina e 2.866 in provincia.
Dieci anni dopo c’era già stato un primo calo: 677 in città e 2.598 in totale. Nel 2014, anno dell’ultima rilevazione, la curva è scesa ancor più ripidamente: 485 matrimoni a Modena, 1.755 in totale. Perché? Per Costa «incidono cause economiche, ma anche culturali». Secondo cifre rilasciate dall’Istat, i matrimoni dal 1972 a oggi sono diminuiti con una flessione media annua dell’1,2%.
Tuttavia, aumentano in modo parallelo le convivenze. «Sempre più coppie - ha precisato Flavia Fiocchi, presidente del consiglio notarile di Modena - richiedono che il loro rapporto di conviventi venga regolamentato e tutelato». Molti più figli nascono da genitori non sposati e ne nascono molto meno all'interno del matrimonio. Oltre un bambino su quattro oggi nasce da coppie non coniugate dal vincolo matrimoniale. «Sempre più coppie - ha spiegato Flavia Fiocchi, presidente del consiglio notarile di Modena - richiedono che il loro rapporto di conviventi venga regolamentato e tutelato».
Dagli anni Settanta emerge un ulteriore cambio di rotta, non solo nei termini, ma nella sostanza. «Fino al 1975 - ha ricordato Nicoletta Righi, notaio modenese - si parlava di patria potestà. Quindi la prevalenza del ruolo del padre nell'ambito della famiglia. Successivamente si inizia a parlare di potestà. Ora di responsabilità genitoriale». E proprio di questi temi si parlerà questa mattina dalle 10, alla Galleria Europa, in piazza grande in occasione della presentazione delle guide “Il matrimonio, diritti e doveri in famiglia” e “Genitori e figli, la legge oltre gli effetti”.
Dunque essere genitore significa (o dovrebbe significare) di per sé essere responsabile. In cosa consiste, nella pratica quotidiana, il dovere di mamma o papà? «Oltre al dovere di educare il figlio - ha risposto Fiocchi - hanno il dovere di mantenerlo fino alla totale indipendenza economica, anche dopo la maggiore età». Tuttavia, i figli non dispongono solo di diritti.
«Anche il figlio - ha ripreso il presidente del consiglio notarile modenese - ha il dovere di contribuire alle spese familiari, almeno fino a quando abita coi genitori». Redatte dai notai modenesi, le guide contengono “istruzioni” per l’uso sui temi. Nei testi figurano gli aspetti legislativi del rapporto tra genitori-figli e le novità in caso di cessazione del matrimonio. Non mancano riflessioni sull'affidamento, l'adozione e la procreazione assistita.
Argomenti più volte affrontati nel confronto (o scontro) politico. Un esempio? Il testo di legge Cirinnà sulle unioni civili e la cosiddetta “adozione del figlio del coniuge”. La “stepchild adoption” è stata discussa a lungo prima di essere estromessa dalla norma approvata in Senato.
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