Palazzine di Due Ponti: «Non dovevate costruirle»
Vignola. Il Tar dichiara legittima la decisione del Comune di vietare i permessi Ma non ci saranno demolizioni e gli inquilini possono continuare ad abitarvi
VIGNOLA. Il Comune di Vignola ha vinto il ricorso al Tar che era stato presentato nel 2009 da diversi proprietari di unità immobiliari di via Cascinetto, in località Due Ponti, i quali lamentavano il fatto che lo stesso Comune di Vignola avesse prima rilasciato il permesso a costruire per 7 palazzine da 52 appartamenti in totale e poi, accorgendosi che questi permessi andavano contro il Piano Regolatore vigente, avesse annullato questi stessi permessi.
In ogni caso, le palazzine costruite prima che i lavori fossero bloccati rimarranno in piedi, essendo peraltro già abitate. Danni contenuti, quindi, per i proprietari di questi immobili, che dall’oggi al domani si erano visti negare i permessi a costruire, ottenuti tramite la società che a partire dal 2006 doveva eseguire i lavori (la Venere Srl).
Nella medesima sentenza del Tar viene infatti specificato: «Il Comune comprova di avere valutato anche la peculiare e delicata situazione dei neo proprietari di unità immobiliari in tali fabbricati (quali soggetti aventi causa della società costruttrice), mediante formale assicurazione ai medesimi circa il mantenimento dei fabbricati e la possibilità di inserimento anche dei fabbricati già realizzati in futuri piani di lottizzazione».
Il legale che ha seguito in questo ricorso al Tar otto proprietari immobiliari, ha ulteriormente confermato proprio ieri che, nonostante l’avversa sentenza del Tar, che ha dato appunto ragione al Comune, sono in corso trattative con la stessa amministrazione comunale vignolese per arrivare a comporre la questione senza giungere a ipotesi drastiche come demolizioni o cose simili.
Anzi, l’auspicio espresso dal legale che segue i proprietari immobiliari è quello di arrivare già entro quest’anno a scrivere la parola fine su tale questione, ormai in piedi dal 2009, dopo che nel 2008 erano stati annullati i permessi a costruire, perché in contrasto con l’articolo 77 delle norme di tutela ambientale dell’allora vigente piano regolatore comunale.
In altri termini, avrebbe dovuto essere fatto un piano particolareggiato per costruire in questa zona, cosa mai avvenuta, e i permessi a costruire sono stati prima dati e poi ritirati. I proprietari che sono ricorsi al Tar, pur avendo perso di fatto il ricorso, dovrebbero comunque vedere risolta positivamente la loro vertenza con il Comune. Un analogo ricorso contro i permessi prima dati e poi ritirati era stato presentato al Tar dalla società Venere Srl, che poi si era rivolta anche al Consiglio di Stato, dove il ricorso è ancora pendente.
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