«Postini, riduzione disastrosa: arretrati alle stelle»
Cgil e Uil: consegna a giorni alterni? Catastrofe in una realtà come la nostra con aziende internazionali e 700mila abitanti
Il postino? Suona solo a giorni alterni per consegnare la lettere perchè Poste Italiane ha ottenuto il via libera per dimezzare i giorni di consegna.
I prezzi però non sono dimezzati, nè per la corrispondenza nè per gli altri servizi, ma la corsa verso la privatizzazione e la quotazione in Borsa ha spinto verso la riduzione del personale. A farne le spese sono stati i postini, protagonisti degli spot pubblicitari.
«A Modena le riduzioni di personale sono un disastro - protestano i postelegrafonici di Cgil e Uil - Le consegne a singhiozzo sono iniziate l’8 febbraio a Castelnuovo, Maranello e Formigine e dal 22 febbraio si è partiti anche a Modena per poi completare, Comune dopo Comune, la consegna a giorni alterni in tutta la provincia. Il risultato? Un calo di portalettere del 40% negli ultimi 30 mesi. Come potremo andare avanti? La gente protesta con noi, e a ragione. A fronte di una popolazione di 700 mila abitanti e con 67 mila imprese attive sul territorio. E si parla di imprese di prima grandezza a livello mondiale? C’è qualcuno che ha idea del volume di consegne che generano colossi come Maserati, Ferrari, Blumarine, Gaudi, Liu Jo, Inalca, Marazzi e Gambro?
I risultati sono sotto gli occhi di tutti; la posta continua ad accumularsi nonostante tutti gli sforzi per consegnarla.
Gli stessi orari di lavoro, posticipati dalla nostra azienda, stanno creando una percentuale altissima di oggetti a firma e non recapitati: di conseguenza i clienti sono costretti a recarsi agli uffici postali per recuperare il proprio invio».
L’operazione di Poste Italiane è stata a tenaglia e adesso a esserci in mezzo sono proprio i dipendenti di Modena che a maggioranza hanno bocciato l’accordo aziendale che prevedeva una serie di misure tra cui la consegna dimezzata della corrispondenza. Peccato che in tutta Italia questa scelta sia stata condivisa dall’80% di quelli che hanno votato.
«La riduzione del personale a Modena con i volumi di corrispondenza lavorata è una follia - commenta Totò D’Alessandro (Slc Cgil) - Quello che sta accadendo è la cronaca di un disastro annunciato».
I numeri stanno lì a dimostrare questa tesi. Se a livello nazionale l’ultima riduzione (dopo le altre) prevede un calo da 137 mila a 120 mila dipendenti, per Modena questo significa un crollo dai 1310 dipendenti del 2013 ai 1170 di oggi con un calo programmato di 150 unità entro il giugno di quest’anno.
E i postini? Riduzioni a oltranza, comunque e dovunque, senza rimpiazzare quelli che vanno in pensione. Erano 510 in tutta la provincia nel 2013, a dicembre erano calati a 455 e diventeranno 345 fra tre mesi: 110 in meno. Il prezzo più alto però sarà pagato da Carpi, dove verranno dimezzate le zone postali da 48 a 27. Una mazzata per una città in cui le aziende tessili vivono anche sullo scambio di campioni con altre ditte sparse tra la Toscana e il Veneto. «Stiamo continuando a consegnare grosse fette di mercato alla concorrenza. Non escludiamo scioperi a breve se non si rinforzano gli organici» conclude D’Alessandro. Oggi a Modena i postini sono un centinaio e a breve saranno a 85, per l’effetto combinato dei pensionamenti non rimpiazzati e del calo del lavoro causato dai disservizi e dalla fuga degli utenti più grandi, come banche e multiutility, verso i concorrenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
