Gazzetta di Modena

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Rocca Rangoni “si svela” a Spilamberto

di Stefano Luppi
Rocca Rangoni “si svela” a Spilamberto

Il piano nobile dell’antica dimora dei signori della città aperto al pubblico per la prima volta in occasione delle giornate Fai

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SPILAMBERTO. Eccola, aperta in anteprima per la Gazzetta, l'antichissima rocca Rangoni, per secoli pressoché chiusa al pubblico e visibile oggi e domani, dalle 10 alle 17, nell’ambito delle Giornate Fai di primavera. Un luogo, la rocca signorile della più importante famiglia modenese dopo gli Este, che risale nella sua parte più antica al XIII secolo e che per generazioni di spilambertesi è un oggetto sconosciuto. Un portone chiuso gigantesco e alte mura a delimitare un cortile d'onore che dà accesso a un amplissimo parco sul limitare del Panaro. Nel 2005 il Comune ha acquisito la proprietà e l'area verde dai marchesi Rangoni Machiavelli e negli anni successivi ha aperto il parco al pubblico.

Ma migliaia di metri quadrati, la parte quattrocentesca del piano terra con le antiche cucine e del primo piano e l'intero piano nobile del castello sono completamente inediti. Ora serviranno dai 10 ai 20 milioni di euro per restaurare tutto. A fare da guida nel palazzo sono il sindaco Umberto Costantini e l'architetto Paolo Corradini. «Siamo orgogliosi - spiega il sindaco - di questo palazzo che vogliamo condividere con tutti, visto che per tutti era semplicemente il fondale del paese. Dopo le aperture Fai ci impegneremo con volontari per aprila in occasione della fiera di San Giovanni del 24 giugno e nella terza settimana del mese per il mercatino dell'antiquariato».

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LA STORIA. «Quella della rocca - spiega l'architetto Corradini - è una storia lunga, a partire dalla presenza fin dal XIII secolo, della prima torre portaia che difendeva il paese, fino alle ultime trasformazioni tardo ottocentesche cui seguirono anche fasi di abbandono. Siamo davanti a un edificio rarissimo architettonicamente perché mentre passavano i secoli si aggiungevano gli interventi secondo il gusto del tempo senza mai cancellare il passato. Qui dal XV secolo, epoca in cui divenne dimora ufficiale dei Rangoni, sono passati personaggi importantissimi come il duca Borso d'Este».

CUCINA E PIANO TERRA. «C'è ancora tutta la parte - spiegano Costantini e Corradini - risalente alle antiche cucine, oggi purtroppo in grosso degrado, e le stanze della servitù. Poco lontano c'è la parte risalente al XV secolo che oggi è un salone a doppia altezza, ma era inframmezzato da un pavimento: sotto le stalle e sopra una importante sala di rappresentanza con soffitto in legno e una notevole decorazione. Parte pittura su muro e parte incollata su legno, rarissima vista l'epoca. Venne realizzata probabilmente in occasione delle nozze tra Nicolò Rangoni e Bianca Bentivoglio, signora di Bologna».

PIANO NOBILE. «Nel salone centrale, proveniente da terra, c'è una antica tramoggia per le sementi visto che il castello è anche stato azienda agricola». Oggi questi spazi sono pressoché abbandonati.

SALONE DEL BELVEDERE.

“È uno dei saloni più belli visto che affaccia sul parco, è completamente decorato ed era tutto aperto per poter godere dell'esterno fin dal '600. Sui muri si notano note tardo ottocentesche vergate da alcuni esponenti della famiglia, medaglioni e porte in legno che salveremo dal degrado».

ANTICO CAMERINO.

«Altro tesoro della rocca, con finte architetture attribuite al noto quadraturista Giulio Troili, mentre in altre parti della rocca vi sono decorazioni attribuite agli Erri».

PARTE DEL '700. «In queste sale, oggi usate in parte per matrimoni ed altri eventi, i marchesi hanno vissuto fino a vent'anni fa».

IL PARCO. È già aperto al pubblico quotidianamente ed è un polmone verde che collega Spilamberto con la riva del Panaro. «Anche questo - concludono il sindaco e Corradini - denota lusso e splendore della casata e intendiamo creare un passaggio ciclabile per giungere fino al centro del paese».

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