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S. Agostino, il Pd vuol vederci chiaro

S. Agostino, il Pd vuol vederci chiaro

Il capogruppo Trande chiede alla Giunta sopralluoghi e possibilità di intervento: «La città deve essere ascoltata»

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Dopo mesi di 'calma' anche nei momenti di maggior pressing e critiche sull'amministrazione, il Pd a Modena segna uno scatto sulla Cultura. E chiede al sindaco di 'Aprire' sul progetto dei progetti: il Sant'Agostino. In vista dell'avvio del nuovo e discusso piano per il polo Sant'Agostino che approderà in conferenza dei servizi, dopo la firma targata Comune-Fondazione Cassa-Ministero dei Beni Culturali, il gruppo Dem in consiglio comunale invia tramite un ordine del giorno una precisa richiesta al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e alla sua giunta. Ovvero, quella di «organizzare, in tempi brevi, sopralluoghi guidati dei consiglieri comunali presso il palazzo dei musei, lo stesso complesso S. Agostino, la biblioteca Delfini e le sedi dedicate alla Galleria civica e al Museo della figurina». La proposta è quella di «calendarizzare le necessarie sedute delle commissioni competenti in sede congiunta, per l'audizione dei responsabili degli enti coinvolti così da conoscerne le realtà attuali, le loro aspettative e valutazioni sul progetto di recupero». Nel calendario, si legge nell'odg Pd, vanno incluse sedute con tutti gli addetti ai lavori: la fondazione cassa di risparmio e i progettisti, la direzione di Galleria e Biblioteca Estense e i dirigenti del Ministero dei beni culturali, anche tenendo conto del progetto culturale "terre estensi". Ma vanno invitati secondo il pd anche la direzione del sistema bibliotecario, il settore cultura del comune, la direzione dei musei cittadini, la direzione della Fondazione Fotografia e le associazioni culturali che hanno formulato pubblicamente delle proposte (tra i 'critici' vengono spesso citati gli "Amici del S. Agostino" e Italia Nostra). Sono i consiglieri Paolo Trande, capogruppo, e Federica di Padova a diffondere oggi l'ordine del giorno indirizzato a Muzzarelli. «Come recentemente ricordato da fondazione e comune, chiosano Trande e Di Padova, l'avvio di una nuova fase di ascolto della città, del resto, «Vuole ampliare lo sguardo, includendo non solo l'ex ospedale Estense ma anche il Palazzo dei Musei e il retrostante Ex ospedale estense, nell'ottica di una più complessiva riorganizzazione degli spazi culturali». Insomma quasi un: “qui non si accettano progetti a scatola chiusa”. E concludono i due consiglieri Pd: «Centrale sarà in questo percorso il ruolo del nostro consiglio comunale», che nei prossimi mesi sul S. Agostino dovrà da un lato «Valutarne gli aspetti urbanistici, economici e di sostenibilità», e dall'altro «partecipare attivamente all'elaborazione e al sostegno del progetto culturale nel suo complesso», che si presenta come un «imponente piano di recupero».

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