La System si fa scuola: i ragazzi in fabbrica a Fiorano scoprono il lavoro
Un pomeriggio nell’azienda di Fiorano, dove gli studenti entrano direttamente in contatto con il mondo produttivo
FIORANO «Non mi aspettavo il mondo del lavoro così». È l’ammissione di cinque studenti della scuola Don Magnani di Sassuolo. In tutto sono ventuno e frequentano due tipi di lezione. Le prime si svolgono tra i banchi della IV F dell’istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato. Le seconde le vivono nella sede della System. «I ragazzi ci sorprendono - esordisce Massimo Rovatti, responsabile dell’alternanza scuola-lavoro presso l’azienda - perché sono ragazzi vogliosi, responsabili e che si mettono in gioco». Ciò non vuol dire che stiano a giocare. «Lavoriamo insieme - riconosce Stefano Zoccolante, il primo dei 5 studenti intervistati - per progettare qualcosa che sia innovativo per tutti. Diamo attenzione soprattutto ai macchinari moderni». Prima di stringergli la mano il giovane aveva gli occhi rivolti al personal computer. Rivedeva un progetto grafico destinato ai manuali aziendali.
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L'ESPERIENZA «Ci stanno facendo sviluppare progetti che poi resteranno all’azienda - riprende Loris Ninno - in System integrano i ragazzi facendoli partecipare a progetti attivi. Ci hanno accolto benissimo. Non mi aspettavo nulla del genere». Un entusiasmo condiviso da Stefano. «Sto scoprendo un mondo nuovo - assicura lo studente - in cui tutti siamo una grande squadra». I ragazzi sono impiegati nell’area manuali e schede. Ve ne sono altri nella parte dedicata alla produzione. «Non mi aspettavo così il mondo del lavoro - riconosce Matteo Leoni - lo stage precedente è stato molto negativo per me. Svolgevamo sempre le stesse attività, mettendo etichette ad alcuni oggetti. Qui ci hanno dato strumenti che utilizziamo e sappiamo per quale scopo. La giornata a lavoro è molto bella». Le mani sono attive pure nella parte dell’elettronica. «Ci hanno divisi in molti gruppi - riprende Marian Motrogan - in cui ognuno ha il suo lavoro. Noi cabliamo cavi per macchinari della System. Servono specialmente a stampare sulle piastrelle in vari colori e formati. Ci sono macchinari da due a otto colori. Dipende tutto dai clienti che ci chiedono cosa farebbero».
LE ATTIVITA' Finito di parlare, il giovane torna alla postazione per riprendere l’attività. «Non è uno stage in cui si fanno fotocopie - garantisce Salvatore Barbouri - perché, oltre a scoprire determinati lavori, scopriamo nuovi metodi di studio. È un’occasione per studiare sul vero e proprio campo». Il loro percorso con l’azienda è partito a dicembre con una settimana di preparazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla fine, hanno ricevuto un attestato. In seguito, si sono svolti colloqui con ognuno dei giovani per comprendere i loro interessi. L’8 febbraio c’è stata la prima campanella… lavorativa. Otto sono anche le ore al giorno che trascorrono negli uffici di via Ghiarola Vecchia. Mentre dieci sono in azienda, undici sono a scuola, seguiti dalla tutor Paola Paradisi. Poi s’invertono. Alla fine scriveranno una relazione, ma i primi giudizi sono entusiasti. Così come sono diversi gli istituti che intendono partecipare l’anno prossimo. «Stiamo ricevendo feedback positivi anche dai colleghi d’azienda - conclude Rovatti, ricordando lo storico impegno della System nell’alternanza - la nostra idea è d’istituire dall’anno prossimo vere e proprie docenze con personale interno all’azienda. Saranno corsi su temi quali progettazione meccanica, sicurezza, automazione, color management. Così si renderà tutto molto simile al modello tedesco di scuola duale, in ci sono lezioni in azienda e in classe».
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