Prima di partire tanti film e incontri
Un viaggio come quello intrapreso dai ragazzi modenesi necessita di una preparazione adeguata. È quello che ha fatto Claudio Ansaloni, professore di elettronica al Leonardo Da Vinci di Carpi. Ha una...
Un viaggio come quello intrapreso dai ragazzi modenesi necessita di una preparazione adeguata. È quello che ha fatto Claudio Ansaloni, professore di elettronica al Leonardo Da Vinci di Carpi. Ha una grande empatia coi suoi studenti e ha voluto accompagnarli in questo viaggio. «Ricco dell'esperienza degli anni precedenti - racconta - ho individuato un percorso di formazione che ho ritenuto essere il più adatto». Gli argomenti partono dalle ragioni che possono aver portato un popolo a farsi assassino. «Ho mostrato agli studenti un film, L'onda, - racconta - e da lì abbiamo parlato della condizione italiana durante la seconda guerra mondiale. Si è trattato di un percorso a spirale, fino al centro», dice.
Gli strumenti? Filmati, film veri e propri (otto in totale) che gli studenti hanno guardato a casa nel tempo libero, incontri pomeridiani per ragionare su quanto visto. «I film sono il linguaggio più adatto ai ragazzi - commenta - Per ogni film puntualizzavo cosa non lasciarsi sfuggire: l'atmosfera, i pensieri dei deportati, una serie di particolari che evidenziano aspetti diversi di quella tragedia». Parallelamente, filmati storici e documenti reali trovati su Youtube, oppure documentari. Da novembre a febbraio, fino a quando è cominciata la formazione ufficiale organizzata dalla Fondazione Fossoli: «questa prevede una visita al campo di concentramento di Fossoli, incontri e una lezione di un paio d'ore da parte di uno storico - spiega Ansaloni - tutto questo mi sembrava poco, mi sembrava giusto affrontare un percorso di questo tipo coi ragazzi". Per lavorare insieme, il prof. ha condiviso materiali, impressioni e documenti coi suoi studenti in un gruppo segreto Facebook. Come hanno reagito i ragazzi? «Da subito il gruppo ha risposto bene. Hanno guardato più film rispetto a quelli da me suggeriti parlandone con me e si sono dedicati autonomamente agli striscioni per il corteo di commemorazione a Birkenau. Si vedeva che erano preparati: il lavoro è servito e hanno affrontato il viaggio con consapevolezza». (apdl)
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