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Modena. Ripetitore al Villaggio Giardino, cresce la rabbia anche davanti alle scuole

di Martina Stocco
Modena. Ripetitore al Villaggio Giardino, cresce la rabbia anche davanti alle scuole

Al Villaggio Giardino si moltiplica la raccolta firme contro il blitz del Comune Critico anche Fabio Poggi: «Si faranno altri impianti? La giunta ha un piano»

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MODENA. il nuovo ripetitore al Villaggio Giardino continua a far parlare di sé. Ieri mattina s’è tenuta la prima protesta ufficiale contro l’installazione davanti alla scuola media Calvino. Il caso sarà discusso in consiglio comunale e l’ex assessore Poggi ha già chiesto spiegazioni al successore Giulio Guerzoni, di cui condivide i colori del Partito Democratico. Tutto ha avuto inizio giovedì 10 marzo quando sono state gettate le fondamenta. L’indomani il ripetitore era installato. I residenti del Villaggio Giardino dalla scorsa settimana convivono con un ospite indesiderato, un ripetitore telefonico al centro del quartiere. Ignari di quello che stava accadendo, hanno dovuto immediatamente prendere coscienza di quell'antenna posizionata nel mezzo di un vasto complesso residenziale e polo scolastico.

Già domenica scorsa, giorno 13, è partita la raccolta delle firme. «Ne abbiamo raccolte più di ottocento online all'indirizzo www.change.org - ha esordito Matteo Odorici, portavoce della protesta - e con quelle cartacee si superano le mille. Tuttavia, non ci fermeremo qui. A fine mese se ne discuterà in consiglio comunale. Entro quella data le depositeremo». In Consiglio siede Fabio Poggi, ex assessore alle Politiche giovanili. Il consigliere del Pd ha rivolto a Guerzoni sei domande: sono giunte domande per altri impianti? Se sì, dove? Quanto tempo passa per l’approvazione e la realizzazione? L’amministrazione sa di un piano per estendere o riorganizzare gli impianti? Promuove politiche per ridurne la presenza o l’impatto nel territorio? La Giunta ha una progettazione in merito? «Quello che noi - ha spiegato Matteo Odorici, primo firmatario della petizione - come residenti del quartiere recriminiamo al Comune è stata l'assoluta mancanza di comunicazione da parte loro. Una volta uscita la notizia sui giornali abbiamo avuto un incontro con l'assessore all'ambiente Giulio Guerzoni».

n una nota ufficiale del Comune si può leggere dell'avvenuta comunicazione dell'installazione dell'antenna. «Durante l'incontro che ho avuto con Guerzoni - ha replicato Odorici - l'assessore si scusava di come si erano svolti i fatti. Venerdì scorso ho avuto un altro incontro con l'assessore che mi ha dato tutti i dati di Arpa, le valutazioni di rischio. L'installazione dell'antenna è legale, è a norma di legge. Io ne faccio una questione di diritto, di valutazioni di opportunità, di buon senso e rispetto per i cittadini». Cittadini che fanno sentire la loro voce. Sono genitori di studenti delle scuole o delle strutture sportive della zona. «I nostri figli - ha sottolineato Michela, mamma di una bambina che frequenta le Galilei - con gli istituti comprensivi dovranno andare a scuola in quest'area per almeno 11 anni, fino alle medie. Se poi dovessero decidere di proseguire qui anche le superiori, allora per 16 anni riceveranno le radiazioni di questo ripetitore».

I genitori sono molto preoccupati e i residenti non sono da meno. «Dall'installazione dell'antenna - ha ricordato Samanta, che abita nell'area interessata - non abbiamo ancora avuto garanzie da parte del Comune sulla sicurezza per la nostra salute. E, anche se le avessimo, non ci fideremmo totalmente perché gli esiti sulla salute delle persone sono ancora oggetto di studi scientifici. Poteva essere installata in campagna o al centro del parco Ferrari. Almeno ci sarebbe stata maggiore distanza dalle abitazioni rispetto a dov'è ora».

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