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Un reparto all’avanguardia: ora la sfida a “cuore fermo”

Un reparto all’avanguardia: ora la sfida a “cuore fermo”

La nuova sfida? «La donazione a cuore fermo». Finita l’inaugurazione, i medici sono tornati alla loro missione: assistere i pazienti, che è ciò che tutti i giorni accade in questi spazi rinnovati...

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La nuova sfida? «La donazione a cuore fermo».

Finita l’inaugurazione, i medici sono tornati alla loro missione: assistere i pazienti, che è ciò che tutti i giorni accade in questi spazi rinnovati per il bene dei modenesi e, perché no, anche per chi ci lavora. La ricerca è un tassello fondamentale in un puzzle infinito: rendere la vita migliore a chi soffre. «Da qualche mese è partita la sfida della donazione a cuore fermo - ha assicurato il dottor Fabrizio Di Benedetto - e l’Emilia Romagna ha già iniziato a Bologna e Modena. In Italia ci sono pochissimi casi. Con l’unificazione tra il Policlinico e Baggiovara intendiamo creare una rete di trapianti».

Il medico è il responsabile della struttura semplice di Chirurgia epato-bilio-pancreatica e di Trapianti del Fegato.

«Stiamo cambiando volto al Policlinico - ha garantito il direttore generale della struttura, Ivan Trenti - in una fase in cui stiamo procedendo con l’integrazione con lo stabilimento di Baggiovara. Nei prossimi mesi creeremo davvero le condizioni di complementarietà delle funzioni tra le strutture».

«Entro giugno inizieremo la fase di accelerazione», ha riconosciuto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. I lavori al Policlinico non cessano.

«Siamo alla vigilia dell’apertura di cinque cantieri - ha ripreso Trenti - ed entro l’estate saranno aperti tutti. Contiamo di finire i lavori entro l’estate del 2018». Diciotto sono i mesi serviti per costruire il nuovo reparto. L’azienda sanitaria ha contribuito con 141mila euro per gli arredi e con parte dei 470mila euro destinati al consolidamento statico e antisismico. Nel 2015 sono stati 41 i trapianti di fegato.

«Sono circa il 40% di tutti quelli eseguiti in regione - ha rimarcato Di Benedetto - grazie al dono riusciremo a dare un’assistenza più adeguata e ad altissimo livello».

La Regione apprezza. «Abbiamo due centri in Emilia Romagna per il trapianto del fegato - ha spiegato Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute - e sono Modena e Bologna. Spesso ispiriamo le scelte del governo. Così faremo anche per le liste d’attesa». «Siamo passati al 97% di presentazioni di prima fascia nel primo nel secondo mese - ha ripreso il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini - in tutte e quattordici le aziende regionali. La sfida è mantenere il livello nei prossimi anni». Ricordato che la disoccupazione è scesa sotto l’8%, il presidente della Regione ha assicurato ottanta milioni di euro per l’edilizia ospedaliera. (g.f.)

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