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«Vogliamo risposte sugli stipendi»

«Vogliamo risposte sugli stipendi»

Il picchetto va avanti: «Ok il cambio di proprietà, ma non basta»

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FRASSINORO. Luce e gas per ora restano alla ceramica Terre della Badia di Frassinoro, dove i dipendenti sono in sciopero da giovedì. Nonostante i debiti contratti dalla proprietà che fa capo all’imprenditore reggiano William Reverberi, sia sul fronte delle materie prime che delle utenze, lo stacco a ieri sera non era ancora avvenuto, ma gli operai hanno già ridotto al minimo la fiamma del forno in modo da evitare, se arrivasse, danni strutturali per il blocco.

Anche oggi saranno lì tutti e 90, alternandosi in turni nel picchetto di presidio per evitare che arrivi qualcuno a portare via delle mattonelle. Adesione allo sciopero al 100%, a testimonianza dell’attaccamento al posto di lavoro in quest’area montana. E sarà così anche domani, in attesa dell’esito del summit in Provincia che potrebbe essere decisivo per capire se ci sarà o meno il passaggio a una nuova proprietà, e con che tempi.

«Ma vogliamo risposte anche sugli stipendi – sottolinea Carlo Antonino della Filctem/Cgil Sassuolo – e il proseguimento dell’attività produttiva. Ci sembra però inevitabile il ricorso agli ammortizzatori sociali». Anche il segretario provinciale Pd Lucia Bursi ha espresso l’auspicio «che il tavolo di confronto possa portare a uno sblocco della vicenda e a trovare una soluzione per i problemi più pressanti, in particolare sulla continuità produttiva e sul pagamento degli arretrati. Siamo al fianco delle persone che stanno difendendo il loro lavoro». (d.m.)

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