Modena. Beni sequestrati alle mafie un’impennata di confische
Dalle due del 2013 si è arrivati alle 35 del 2015. La metà è a Nonantola Sigilli anche a Modena, Formigine, Maranello e Castelfranco.
Modena. Da due a 35 in appena 24 mesi: i beni confiscati alla criminalità, che opera in terra modenese, fanno un balzo enorme in avanti, merito dei decreti disposti dai tribunali di mezza Italia e dalla costante applicazione dei provvedimenti che vogliono colpire il patrimonio di camorristi e ’ndranghetisti.
E al conto complessivo - diffuso dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ed elaborato dalla partnership tra DataNinja e i quotidiani locali del Gruppo Espresso (sul nostro sito potrete vedere un’inchiesta speciale) - mancano ancora decine e decine di terreni, abitazioni e società.
È il caso, ad esempio, degli innumerevoli sequestri effettuati dai carabinieri nell’inchiesta Aemilia, che tuttora non sono ancora stati convertiti in confische. Quando avverrà, seguendo i modi ed i tempi della giustizia, i 35 beni - catalogati al 31 dicembre 2015 - non potranno che subire un’ulteriore impennata. A ciò andrà poi aggiunto il patrimonio, quantificato in oltre 4 milioni, di un noto imprenditore-attore che vive a Castelnuovo a cui il tribunale di Taranto, a metà dell'anno scorso, aveva confiscato unità immobiliari a Castelnuovo, tre società che hanno aventi sede in provincia di Modena, alcuni veicoli, tra cui due limousine. La Direzione Investigativa Antimafia, nel 2014, sequestrò infatti il capitale sociale e il complesso aziendale della «Hammer» di Modena, impresa edile che costruisce case, e della «White queen», azienda di noleggio di auto di lusso per cerimonie in via delle Suore. Su questi beni pendeva un appello al tribunale del Riesame del cui esito, però, non si ha conoscenza.
Ma tornando ai 35 beni certificati e confiscati: la parte del leone la fa Nonantola con 17 proprietà. Si tratta del patrimonio sottratto al boss (pentito) dei Casalesi, Antonio Iovine e ad alcuni sodali, che operavano nel territorio modenese, tra cui Alfonso Perrone.
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Case, negozi e appezzamenti sono in gestione alla Anbsc e dovranno essere affidati. In particolare bisogna fare un salto all’indietro per scoprire che a disposizione potenziale della società civile ci sono un appartamento condominiale di otto vani con garage annesso in via Vittorio Veneto, a ridosso del centro storico; un’abitazione indipendente con terreno edificabile per un totale di 55 metri quadrati ed un’autorimessa di 11 metri quadrati, entrambi in via di Mezzo, zona Casette. E proprio lì, da alcuni anni, è partito l'ambizioso progetto di trasferire la caserma dei carabinieri dopo che l’Arma ha ricevuto lo sfratto. Ma i tempi, come purtroppo spesso avviene per le migliaia di beni confiscati, si dilatano a dismisura, svilendo sia il lavoro delle forze dell’ordine sia, soprattutto, la riconversione legale dei beni malavitosi.
Sulla via Emilia una tappa va fatta a Castelfranco, in via Agnini, dove sono sotto sigillo un appartamento di cinque stanze in un condominio e un garage. Storica - risale infatti ad uno dei due beni confiscati fin dal 2010 - è la vicenda legata ad una cooperativa di servizi e facchinaggio a Formigine. La società è in liquidazione ed è riconducibile alla ’ndrinda di Isola Capo Rizzuto. Sempre a Formigine l’Antimafia ha chiesto e ottenuto la confisca di due appartamenti con annessi garage. Per completare la ricognizione nel distretto ceramico bisogna fermarsi un attimo a Maranello, dove sono cinque le proprietà tolte alle organizzazioni criminali: si tratta di tre società a responsabilità limitata, un cantiere edile ed un “ente urbano”, un terreno che ha perso la propria destinazione agricola per diventare potenzialmente edificabile.
Sono, infine, cinque anche i beni confiscati a Modena città tra cui un un negozio ad uso ufficio di 68 metri quadrati, in via Anderlini, nel quartiere Sacca. Un caso unico nel territorio geminiano, riguarda invece un altro locale commerciale “destinato”, che sarà quindi affidato ad enti o associazioni che potranno utilizzarlo mentre, analogamente, un secondo esercizio è già uscito dalla gestione dell’Anbsc. A completare il quadro restano quindi due società a responsabilità limitata.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
Tirando le somme complessive sono 26 gli immobili confiscati e destinati alla gestione dell'Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; le aziende si fermano invece a 9, a testimonianza di come risulti più complesso arrivare a provare l’infiltrazione della lunga mano malavitosa nell'economia sana - che ormai sana non è più - della ridente Modena.
@francescodondi
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