Carteria-Sant'Eufemia, quell'incrocio pericoloso
Un incrocio che negli anni è diventato un grosso problema per i negozianti che non sanno più a chi appellarsi
MODENA. Un incrocio che negli anni è diventato un grosso problema per i negozianti di Via Carteria. Si tratta del punto in cui la via incrocia Via Sant’Eufemia, nel cuore del centro storico, in particolare del primo tratto di Via Carteria, prima dell’incrocio, adesso a senso unico dalla Via Emilia anche se molti automobilisti non rispettano la segnaletica passando per entrambi i sensi, come spiega Simona Miglioli, titolare del negozio “Grillintesta”: «Questa via è diventata pericolosa, le auto non solo non rispettano il senso unico ma parcheggiano anche a lato della via che già è strettissima. I pedoni non sono sicuri e neanche i ciclisti, non ci sono neppure i portabici».
La sicurezza è uno dei motivi che ha fatto scatenare anche lo sdegno di Roberto Barbanti, orefice che si trova con il suo negozio proprio all’angolo con Via Sant’Eufemia e che, a causa dei continui passaggi di camion e furgoni e di una segnaletica poco funzionale, ha dovuto sostituire già tre volte le tende del proprio negozio: «È una situazione che non può continuare così. Più volte ho scritto all’assessore e al comune ma niente, nessuno se ne occupa. Già prima la viabilità era pessima, le vie sono strette e non adatte al passaggio di camioncini e furgoni, poi con il cambio della segnaletica e il senso unico sul primo tratto di via Carteria la viabilità è peggiorata provocando sempre più traffico».
Roberto denuncia anche il rischio per i pedoni: «Ho una figlia piccola e ogni volta che passa dal negozio ho paura perché la via è stretta e le auto non si fermano, non c’è rispetto». Neanche per il ristorante Latteria 21 che si trova all’angolo opposto dell’orefice la situazione sembra migliorare, come riporta la titolare Alessandra: «Purtroppo è un incrocio pericoloso che non invita i pedoni e neanche i turisti. Sarebbe bello se Via Carteria potesse essere pedonale, a portata di pedoni e turisti».
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