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«Il mondo? Un disegno animato»

di Laura Solieri
«Il mondo? Un disegno animato»

Unafotounastoria. Dalla Pimpa ai video per la Rai, Michele Bernardi di Finale racconta una passione diventata lavoro

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FINALE. Matita, carta e penna per raccontare il mondo in visione animata. Dalla prima serie televisiva della Pimpa di Altan ai video realizzati per artisti come “Le luci della centrale elettrica” e “Tre Allegri Ragazzi Morti”, a diverse sigle televisive di animazione tra cui Lo Zecchino d'Oro, Michele Bernardi, classe 1958, da Finale Emilia, racconta la sua passione diventata professione. «Mi occupo di video in animazione, pubblicità, video musicali e cinema d'autore - racconta - Negli anni 80, quando ho iniziato, si lavorava in pellicola, senza computer, disegnando tutto a mano su carta. Stavo frequentando l'università di Lingue a Bologna quando mi si è presentata l'occasione e ho trovato il lavoro dei miei sogni. Non avevo una cultura artistica, sono autodidatta». Michele racconta che l'incontro con Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti ha cambiato la sua visione artistica di questo mestiere:

Il decollo. «Ci siamo conosciuti a casa del noto fumettista Igort, a Bologna, e dopo quell’incontro Davide mi contattò per affidarmi la realizzazione del video della canzone “Occhi bassi”, uno dei primi fatto in animazione in Italia. Era la fine degli anni 90 quando con Toffolo iniziò una stretta collaborazione per l'etichetta La Tempesta, per cui ho realizzato una ventina di video musicali». Direttamente dal suo studio di Finale, Michele vanta collaborazioni con Rai, Pomellato, Ikea, Barilla, Chicco, con tanti artisti tra cui Colapesce, Prozac+, Otto Ohm, Punkreas. «Fare video musicali è la cosa che più si avvicina al cinema d'autore - spiega Michele che oggi lavora esclusivamente in digitale ed è regista di diversi lavori, tra cui un documentario sul terremoto del 2012 - I lavori autoriali partono spesso dalla musica: trasformo in immagini le sensazioni che la musica mi dà, realizzo storie in immagini, cercando di non essere mai didascalico».

Il cortometraggio Djuma. Mentre parla, Bernardi ci mostra Djuma, cortometraggio e di cui è regista, che dall'Australia alla Francia ha fatto il giro del mondo dei festival del settore: «Djuma è un ragazzo selvaggio, una sorta di fratello cattivo di Mowgli, allevato nella foresta da un branco di lupi e attratto dal richiamo della natura e della libertà. Djuma vive con i lupi in una foresta odierna, ai margini di una città abbandonata che decide con il branco di cancellare completamente, dandola alle fiamme. Il ragazzo selvatico non conosce il linguaggio dell’uomo e non sopporta nemmeno il vincolo della vita di branco. Si tratta di una favola sul rapporto conflittuale con ogni tipo di subordinazione e vincolo».

I rulli frulli. Michele racconta con affetto un'altra bella esperienza: la collaborazione con la Banda Rulli Frulli di Finale, composta da ragazzi abili e diversamente abili, progetto sperimentale di musica, integrazione e riutilizzo creativo di materiali di recupero. «Con grande piacere - conclude - sono diventato membro ufficiale della banda e durante gli spettacoli, disegno e proietto le mie tavole, in tempo reale, ispirate ai brani della banda».

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