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Strage di Monchio: il console tedesco ieri alla cerimonia

di Daniele Montanari
Strage di Monchio: il console tedesco ieri alla cerimonia

«Mi trovo a Palagano per l’importanza di quanto costruito in 72 anni di amicizia». Centinaia i presenti con i familiari

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PALAGANO. Ogni anno che passa crescono le presenze per la ricorrenza dell'anniversario della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero, in cui 136 civili inermi morirono per mano nazista. Ieri sono accorsi in centinaia per la commemorazione fissata in un luogo forte come la “Buca di Susano”, la povera casa di campagna dove furono sfigurate da pallottole e fiamme una mamma con i suoi due figli, un orfanello di tre anni e una coppia di anziani. La pagina più orrenda della strage: tra quelle rovine oggi c’è un albero sorto a simbolo di speranza e in un domani forse ci sarà un museo. In una mattinata splendida si sono ritrovati sindaci di ogni angolo della provincia, l'onorevole Pd Matteo Richetti, l'assessore regionale Palma Costi, rappresentanti delle forze dell'ordine, cadetti dell'Accademia con il generale Salvatore Camporeale, il prefetto Michele Di Bari, associazioni ma anche il procuratore Marco De Paolis che diede vita al processo che ha portato all'ergastolo per tre ufficiali nazisti, nonché il console generale tedesco Jutta Wolke. A condurre la cerimonia civile, Roberto Tincani, presidente dell'associazione delle vittime, mentre quella religiosa è stata guidata da don Giuliano Gazzetti, vicario generale della diocesi. Momento più toccante il lancio dei palloncini da parte degli alunni delle elementari di Monchio a ricordo di tutte le vittime, in particolare dei 12 bambini uccisi (più uno nel grembo della madre). «So che è difficile per i familiari essere qui – ha sottolineato il sindaco Fabio Braglia – noi ci siamo per dirvi che le istituzioni sono al vostro fianco». «Facciamo memoria, ma una memoria che guardi avanti – ha osservato Richetti – per essere, come dice Hugo, alberi che cambiano le foglie ma mantengono profonde radici». Una testimonianza che domani verrà portata anche a Roma, con la proiezione alla Camera del film “Sopra le nuvole” di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani. Intenso anche l'intervento del procuratore De Paolis: «Per tramandare le cose, prima le dobbiamo conoscere – ha detto - e qui è stato fatto un grande lavoro di conoscenza». «Questo è un uomo che ha costruito la verità dove prima c'era il nulla» ha commentato Tincani, nel ringraziarlo ancora del processo. Apprezzata la presenza del console tedesco: «Mi trovo con voi in questo luogo di barbarie – ha detto - per sottolineare l'importanza di ciò che abbiamo costruito in 72 anni di pace, unità e amicizia». Quindi il corteo con la banda fino in chiesa e in chiusura le parole del prefetto sulla richiesta della medaglia d'oro al valor civile: «Il Comune ha fatto un’istruttoria completa e meritevole: noi ce la metteremo tutta per arrivare al riconoscimento».

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