Successioni, sono in arrivo novità
Le leggi in vigore e le ipotesi prospettate che potrebbero colpire una parte dei contribuenti
Sono iniziate le polemiche e voci di corridoio, anche non troppo maligne, raccontano di un governo che vuole fare cassa sui morti aumentando la tassa di successione. Parlando dell’eredità qualcosa sembra davvero bollire in pentola. Secondo quanto riferito da Milano Finanza, il governo starebbe pensando a una “riforma della normativa sulle successioni”, ponendo in essere quella che è già stata definita una “stretta fiscale” nei confronti degli eredi. Ma quali eredi? Il punto risiede esattamente qui. Il figlio disoccupato che eredita un bilocale in periferia dalla madre appena defunta sarà costretto a pagare cifre da capogiro per poterne usufruire? No, assolutamente no. L’inasprimento, se ci sarà, riguarderà solo i patrimoni più elevati. Prima di spiegare quali sarebbero le intenzioni del Governo, sembra opportuno chiarire come funziona la normativa vigente.
L’imposta di successione come funziona? Le persone che ricevono in eredità beni immobili e diritti reali immobiliari hanno l’obbligo di presentare entro 12 mesi dal decesso del congiunto la dichiarazione di successione e pagare, se dovuta, l’imposta di successione. In caso di morte infatti l’insieme dei beni e i diritti appartenuti al defunto (immobili, beni mobili, azioni, partecipazioni, denaro, gioielli, mobilio) va a costituire l’attivo ereditario. Rimangono esclusi dall’attivo ereditato titoli del debito pubblico, titoli diversi ma garantiti dallo Stato o equiparati. Oltre all’attivo ereditario bisogna tenere in considerazione il passivo ereditario (i debiti del defunto, le spese mediche effettuate dagli eredi nei 6 mesi precedenti alla morte, le spese funebri). La differenza tra attivo e passivo costituisce l’asse ereditario sul quale, dopo aver calcolato franchigie ed esenzioni, l’erede dovrà eventualmente pagare l’imposta di successione. Ma quanto si paga? Sono previste soglie e aliquote di tassazione diverse, a seconda del grado di parentela intercorrente tra la persona deceduta e l’erede. Scendendo nei dettagli, il coniuge o i parenti in linea retta (genitori e figli) dovranno calcolare sui beni e i diritti soggetti a imposizione una aliquota del 4% sulla base imponibile con una franchigia di 1 milione di euro. Nel caso in cui l’oggetto di successione sia la prima casa, si dovrà versare l’imposta di trascrizione e catastale di 200 euro, mentre per altri immobili le due imposte aumentano rispettivamente al 2% e all’1. Sulla quota eccedente il milione di euro si applicherà l’imposta del 4%. Se gli eredi sono fratelli o sorelle la franchigia (vale a dire il limite sotto il quale non si paga l’imposta) è pari a 100mila euro. Sopra tale soglia si dovrà calcolare un’aliquota del 6%.
I parenti entro il quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado l’imposta del 6% del valore totale. In questo caso infatti non è contemplata alcuna franchigia. Per tutti gli altri, l’imposta sarà pari all’ 8%, da calcolare sul valore totale (anche in questo caso non è prevista alcuna esenzione.) Da sottolineare che se l’erede è una una persona portatrice di handicap grave, riconosciuta tale ai sensi della legge n. 104/1992, l’imposta si applica sulla parte del valore della quota che supera 1.500.000 euro.
Occorre evidenziare che, ove nell’attivo ereditario siano compresi beni immobili o diritti reali immobiliari, la presentazione della dichiarazione di successione è obbligatoria (spetterà all’Agenzia dell’Entrate stabilire se l’imposta sarà dovuta oppure no), eccezion fatta per: l’eredità devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta; attivo ereditario pari o inferiore a 100.000 euro; nell’attivo ereditario non sono compresi beni immobili o diritti reali immobiliari.
E arriviamo adesso ai famigerati aumenti di cui si parla ora. Il Governo Renzi starebbe lavorando a una modifica della normativa sulle eredità, un capitolo su cui molto si è discusso in passato, senza però passare mai dalla teoria alla pratica. Il governo starebbe pensando di aumentare le aliquote sopra riportate e ridurre parallelamente le franchigie, vale a dire le soglie sotto la quale l’imposta non è dovuta. Da sottolineare che i cambiamenti non riguarderebbero le successioni in linea retta (padre - figlio, eccetera) “per le quali potrebbero essere mantenute franchigie non superiori a 300-400 mila euro”.
Le modifiche potrebbero basarsi sulla proposta di legge presentata da alcuni deputati di Sel nel gennaio del 2015. Quest’ultima, nel dettaglio, prevede di ridurre la franchigia da 1 milione a 500mila euro per i coniugi e i parenti in linea retta, aumentando parallelamente l’aliquota dal 4 al 7%. Per i fratelli e le sorelle invece si sale dal 6 all’8% con franchigia invariata, mentre per i parenti fino al quarto grado e affini si arriverebbe a una imposizione del 10% (dal 6%) sul valore totale. Per tutti gli altri soggetti l’aliquota aumenta al 15% del valore ereditato. Per le eredità superiori a 5 milioni di euro un vero e proprio salasso: 21% di aliquota per coniugi e figli, 24% per fratelli e sorelle, 30% per parenti fino al quarto grado e affini, 45% per tutti gli altri. Infine le suddette aliquote dovrebbero applicarsi anche alle donazioni.
Per completezza un rapido confronto con le altre normative europee. In Germania, per esempio, l’importo dei diritti di successione dipende dal valore del patrimonio ereditato e dal grado di parentela. Per i coniugi la franchigia è di 500mila euro, per i figli di 400mila e così via. Le aliquote variano dal 7 al 50%. Nel Regno Unito è tassabile l’intero patrimonio, ma è prevista una soglia di esenzione pari a 320mila sterline per tutti gli eredi. Il valore eccedente viene tassato al 40%. In Francia il coniuge non deve pagare nulla mentre per gli altri sono previsti diversi sgravi, variabili in base al grado di parentela. Le aliquote vanno dal 5 al 60%. Non si vuole creare allarmismo ma i contribuenti, prima di subire una stangata su quel poco che possiedono, forse potrebbero pensarci finchè sono in tempo.
Giorgio Guandalini
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