«Basta con i tagli da Roma», il rettore a capo della protesta
Venti di protesta in ateneo: è la nuova “primavera delle Università”. Non una brezza leggera, ma un tifone diretto a Roma e sbuffato per la prima volta dalla Conferenza dei rettori (Crui). «Il...
Venti di protesta in ateneo: è la nuova “primavera delle Università”. Non una brezza leggera, ma un tifone diretto a Roma e sbuffato per la prima volta dalla Conferenza dei rettori (Crui). «Il finanziamento ordinario dell’Università di Modena e Reggio è rimasto inalterato - ha assicurato Angelo Andrisano, numero uno di Unimore - anzi è calato di diverse migliaia di euro negli ultimi anni. Si attesta intorno agli 86 milioni di euro. Non abbiamo finanziamenti per le strutture edilizie, i laboratori, le strumentazioni. Molti capitoli di spesa sono stati tagliati dalla spending review. Abbiamo difficoltà per le strutture di supporto, per il parco edilizio, per ammodernare le strutture obsolete».
Le correnti d’aria contro gli atenei sono state più forti di quelle rivolte ad altri settori. «Ci sono stati tagli del 13% - ha rimarcato Andrisano - contro il 5% della media nazionale».
Il problema maggiore? «La possibilità di reclutare giovani meritevoli - ha aggiunto il rettore - perché ci sono percorsi tortuosi. L’età media di ricercatori stabilizzati s’attesta intorno ai 35 anni, per i docenti di ruolo ai cinquanta. C’è il problema del congelamento delle carriere, della possibilità di crescita personale. Non c’è una capacità attrattiva. La condizione retributiva rimane critica: il blocco degli stipendi dura da cinque anni».
«Pochissimi studenti hanno accesso ai benefici per il diritto allo studio», ha accusato Leonardo Peruzzi, presidente della Conferenza degli studenti Unimore. «È il problema meno sentito in Emilia Romagna», ha risposto Andrisano, garantendo «che in Emilia Romagna ci sono borse di studio a tutti gli aventi diritto».
Dal rettore anche rassicurazioni dell’impegno dell’ateneo per la legalità. I vascelli degli atenei sfidano le folate contrarie e Unimore conduce la regata in regione. «Abbiamo fronteggiato con capacità i tagli degli ultimi dieci anni - ha assicurato il “nocchiero” Andrisano - e l’offerta formativa, pur ridimensionata, è rimasta coerente con il territorio. Abbiamo incrementato le immatricolazioni di circa il 10%. L’orientamento e il tutorato sono buoni, abbiamo creato opportunità d’internazionalizzazione e accompagnamento al mondo del lavoro».
Una parola chiave è condivisione. «Considerate l’impatto sociale - ha ricordato Sergio Ferrari, pro rettore per la sede geminiana - perché abbiamo ventimila studenti, cioè ottantamila persone, comprese le famiglie». I numeri crescono se si guarda al nostro Paese. Tutti gli ottanta atenei della Crui chiedono università più libere e competitive perché sia così anche la nazione. Altrimenti, rischiano di esserlo gli altri.
«Il nostro finanziamento pubblico è intorno ai sei-sette miliardi di euro - ha rimarcato Riccardo Ferretti, pro rettore per la sede reggiana - mentre in Germania è di 26 miliardi di euro. Le risorse sono diminuite drasticamente».
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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