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Modena, il forno dà fastidio: deve chiudere di notte

di Carlo Gregori
Modena, il forno dà fastidio: deve chiudere di notte

Il Tar dà torto a un panificio di via Vignolese a Modena: il Comune agisce solo per tutelare la quiete pubblica

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MODENA L’ordinanza del sindaco era urgente e motivata dal tentativo di arginare un grave problema di tutela della quiete pubblica e non c’è nessun intento persecutorio nei confronti del panificio, soprattutto considerando gli esposti dei residenti che segnalavano un disagio non più sopportabile nelle ore notturne. Queste le motivazioni elencate dal Tar di Bologna per chiudere dopo sette anni un ricorso intentato dal Panificio Alberghini di via Vignolese 138, vicino a Sant’Agnese, che non accettava l’ordinanza del Comune che intimava di cessare la vendita notturna dalle 24 alle 6 di mattina per tutti i giorni della settimana. Un problema annoso che aveva portato a numerosi esposti e a una raffica di controlli e multe della polizia municipale per i disagi creati dai clienti che di notte comperavano pane e focacce e mangiavano davanti al negozio. Ma la titolare del forno aveva presentato il ricorso per denunciare l’infondatezza dei presupposti dell’ordinanza dell’allora sindaco Giorgio Pighi che secondo lei si basava solo sugli esposti dei vicini esasperati per il fracasso e non sugli accertamenti della municipale. La fornaia denunciava anche una disparità di trattamento rispetto ad altri negozi il cui sforamento di chiusura sarebbe stato tollerato. Prova evidente, secondo lei, di un accanimento contro il suo negozio.

LA SENTENZA Il Tar, ricordando che il Comune di Modena aveva regolato gli orari dei negozi già nel 2002, spiega che le panetterie nella nostra città possono aprire solo dalle 6 di mattina e non prima; e in ogni caso è vietato vendere il pane dopo l’una di notte nei feriali e oltre le 2 nei prefestivi. Non solo: il Panificio Alberghini era stato multato per ben 34 volte tra il febbraio 2008 e il marzo 2009 dopo una serie di fitti controlli (quindi, non era vero che la municipale non aveva fatto verifiche). In un’informativa di polizia giudiziaria, la municipale segnalava che quel forno non rispettava assolutamente gli orari di chiusura creando una situazione di disturbo della quiete pubblica chiedendo appunto al sindaco di intervenire. «È pacifico - ricorda il Tar - che il sindaco abbia regolarmente attivato gli ordinari mezzi previsti laddove è stato possibile e che è dovuto intervenire con mezzi straordinari a fronte di una situazione di disturbo della quiete pubblica e della convivenza civile resasi assai grave e non altrimenti fronteggiabile». Oltretutto non ci sono nei paraggi altri negozi multati. Per questo, per il Tar il ricorso della fornaia è infondato.

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