Gazzetta di Modena

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Studenti antimafia riempiono la piazza «Vittime da onorare»

di Andrea De Carlo
Studenti antimafia riempiono la piazza «Vittime da onorare»

Reggio, giornata nazionale con Libera, sul palco Mara Fonti Centinaia gli studenti modenesi. Letti i nomi degli uccisi

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Cori, striscioni, bandiere, magliette e ancora cori. Una Reggio Emilia gremita fin dal primo mattino ha ospitato la giornata di commemorazione delle vittime innocenti di mafia, organizzata in Emilia Romagna dall'associazione 'Libera'.

Scuole da Modena, Bologna, Rimini, Infiltrazioni Legali, Cgil, Rete degli Studenti, Comitato Antidroghe, Legambiente: insomma, non è mancato proprio nessuno all'evento. Il corteo partito poco prima delle 10 ha percorso le vie principali per poi concentrarsi in piazza Prampolini.

Qui Mara Fonti, professoressa all'istituto Corni di Modena, nonché madre di Giovanni Tizian (giornalista di origini calabresi ora sotto scorta ndr) ha preso la parola sul palco allestito per l'occasione.

«Oggi è il primo giorno di primavera e qui, in contemporanea con altre duemila piazze, leggeremo tutti i nomi delle vittime di mafia, perché non esistono morti più importanti di altri - ha detto tra l’altro - Le storie di vittime innocenti ci dicono che le mafie non hanno mai avuto pietà per nessuno, uccidendo indiscriminatamente donne, uomini e bambini, ci dicono che sottovalutare aiuta solo lo sviluppo della criminalità organizzata».

Subito dopo è iniziata la lettura di tutte le vittime della criminalità organizzata, con un clima di festa e di gioia collettiva che ha lasciato presto spazio a rispettoso silenzio e commozione. Scroscianti applausi hanno poi chiuso la mattinata di mobilitazione e ricordo, con gli oltre 2000 ragazzi accorsi che si sono recati in stazione per tornare a casa. E lungo il tragitto non hanno risparmiato le parole per raccontare le loro impressioni.

«È importante essere stati qui - dice Margherita Lodi, studentessa di terza superiore del Venturi - Molte persone, soprattutto i giovani, non sono a conoscenza delle cose che succedono. Con questa manifestazione abbiamo voluto informare e mettere la gente davanti a delle scelte. A scuola l'argomento mafie non è molto discusso, però prima di questi eventi ne parliamo sempre coi professori, documentatoci assieme a loro». A lei hanno fatto eco le dichiarazioni di due compagni di classe, Matteo Ansaloni e Simone Battaglini: «Secondo noi questo giorno è molto importante, perché la gente si fa sentire in modo da dimostrare che la mafia non passa inosservata. So che ci sono stati episodi di criminalità organizzata a Finale Emilia, e ciò dimostra che la mafia nella nostra regione è ben radicata. L'anno scorso siamo andati alla manifestazione di Bologna. Essendo noi una scuola di grafica abbiamo documentato il tutto con foto, video e abbiamo fatto uno striscione. Non è stata imposta da nessuno la partecipazione all'evento: è una cosa che abbiamo voluto fare, aspettiamo di sapere la prossima destinazione e andremo sicuramente anche lì».

Importanti inoltre i pareri di due docenti di Modena che hanno deciso di accompagnare le proprie classi a Reggio Emilia.

«Ci sembra utile dare un contributo non solo all'interno dell'aula, in modo da far capire l'importanza di una manifestazione di questo genere - afferma Pasquale Ferro - Abbiamo pensato di partecipare a un progetto sulla legalità, quindi i ragazzi, nell'ambito della cittadinanza attiva, si formano e si documentano su questi argomenti».

«Su queste problematiche - conclude Silvia Toffanetti - stiamo cercando di formare i nostri studenti, al fine di farli venire pienamente a conoscenza di una problematica così sostanziale e radicata quale è la mafia».

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