Gazzetta di Modena

Modena

Terre della Badia in bilico, trattativa tra luci e ombre

Terre della Badia in bilico, trattativa tra luci e ombre

Frassinoro. Fumata grigia in Provincia sul futuro dello stabilimento ceramico Oggi nuovo summit. Solidarietà per gli operai. Il sindaco: «La politica reagisca»

3 MINUTI DI LETTURA





FRASSINORO. Fumata grigia ieri dall’atteso summit convocato in Provincia per risolvere la crisi della ceramica Terre della Badia, dove gli operai hanno fermato la produzione alle 5 del 17 marzo, allarmati dalla situazione di insostenibilità aziendale che si era venuta a creare: voci di pesanti debiti della proprietà (che fa capo all’imprenditore reggiano William Reverberi) con i fornitori di materie prime, ma anche luce e gas. E soprattutto la mancata consegna il giorno prima dello stipendio di febbraio a tutti i 90 dipendenti, in stragrande maggioranza del posto, che dovrebbero abbandonare la montagna se venisse a saltare il posto di lavoro. Lo stesso proprietario, arrivato nel 2012, ha confermato l’impossibilità di andare avanti. Ma ha presentato la possibilità di un subentro di un compratore italiano del distretto ceramico.

E ieri in Provincia c’erano entrambi, con tanto di consulenti finanziari, al tavolo a cui oltre alla Cgil hanno partecipato Regione e Comune. Ma il confronto si è fermato a metà giornata, rimandando ogni decisione al nuovo incontro fissato per oggi alle 18. E non hanno nascosto la loro delusione gli operai che anche ieri si sono turnati garantendo sorveglianza continua. Anche stanotte e anche oggi. A oltranza, finché non si decide qualcosa.

C’era un certo ottimismo dopo l’annuncio di un acquirente, il rinvio ha un po’ raffreddato gli animi, ma si cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno: «Era meglio se si accordavano subito - hanno sottolineato dal gruppetto - ma il rinvio al giorno dopo dimostra la volontà di andare in fondo alla questione. L’assessore regionale Palma Costi, in visita domenica, ci aveva fatto capire che non sarebbe stata semplice. Noi non possiamo fare altro che restare qui e sperare».

Non manca peraltro la solidarietà del territorio: anche ieri ristoratori, commercianti, ma anche privati hanno portato al gazebo qualcosa da mangiare e da bere: «Li ringraziamo di cuore tutti, è una vicinanza che ci fa bene».

C’è stato anche il gestore del camping che i primi giorni ha donato una bombola a gpl per la stufetta, indispensabile di notte. E le altre le ha portate a prezzi stracciati, sostenibilissimi con la raccolta fondi avviata. «Il territorio ha tutta la consapevolezza del dramma che comporterebbe una chiusura - ha rimarcato il sindaco Elio Pierazzi - per gli operai, certo, ma anche per tutto il contesto sociale. Per questo dico che la politica dovrebbe farsi un esame di coscienza e vedere di mettere le aziende che operano in Appennino in condizioni di reggere la concorrenza con quelle di pianura. È vero che le cose dipendono dall’imprenditore, ma è anche vero che a Frassinoro una ditta ha costi di logistica esageratamente pesanti. Qui si parte con una palla al piede, non in condizioni di parità».

Daniele Montanari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google