Botte e minacce alla ex, a giudizio
Poi alla donna è stata bruciata l’auto, ma è un’altra inchiesta
BOMPORTO. Rinviato a giudizio per gravi e inquietanti maltrattamenti in famiglia e minacce alla ex compagna, madre peraltro di due minori. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare, dottoressa Pirillo, imputando il 36enne di Bomporto, per i due reati controla donna di San Michele. Alla quale, si ricorderà, pochi mesi fa è stata anche bruciata l’auto Bmw che il fratello le aveva prestato, con danni al condominio in cui vive con altre famiglie.
Per questa inquietante ultima vicenda e per altre minacce ricevute è ancora in corso una inchiesta - contro ignoti - dei carabinieri (tra perquisizioni ed analisi dei reperti), in quanto nel filmato delle telecamere di sicurezza appare una donna.
Ma per fatti che risalgono al 2014 e al 2015, quando la convivenza andava a rotoli, fino alla querela, per la Procura i fatti e le responsabilità sono chiari.
Anzi, il pm che indaga, dottor Imperato, aveva chiesto anche l’arresto del 36enne, che, una volta interrogato a settembre 2015, è invece rimasto in libertà.
Ieri all’udienza preliminare era difeso dall’avvocato Bonghi che ha sempre cercato di far comprendere la complessità relazionale della vicenda, mentre per la donna minacciata si è costituito parte civile l’avvocato Strammiello.
Dopo una breve discussione è arrivata la decisione del giudice: il processo ci sarà e si celebrerà da dicembre.
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