Gazzetta di Modena

Modena

«Il caos, tutto il quartiere per ore off limits»

di Michele Fuoco
Jacopo Panizza con la moglie Lucia
◗
Jacopo Panizza con la moglie Lucia

Jacopo Panizza gestisce un centro culturale: «Abbiamo tenuto aperto, non dobbiamo mollare»

2 MINUTI DI LETTURA





BRUXELLES «Quando c'è stata l'esplosione all'aeroporto ero a casa. Stavo preparando mia figlia da portare al nido. La seconda, tra le stazioni di Maelbeek e Schuman, l'ho letta sul cellulare: avevo lasciato mia figlia all'asilo e stavo andando in bicicletta, come tutte le mattine, verso la nostra libreria nel quartiere Schuman, dove c'era stata l'esplosione. Sono passato lì vicino ed era tutto bloccato. Tanta confusione, da non crederci...». Così descrive quei tragici momenti Jacopo Panizza, modenese che vive da circa 10 anni a Bruxelles, dove ha aperto, con il suo amico torinese Nicola Taricco, "Piola Libri", un centro culturale in via Franklin, che è allo stesso tempo libreria e luogo di ristorazione a pranzo e di aperitivi serali. Tante le iniziative, nel campo della letteratura e anche della musica, che mantengono viva e promuovono la cultura italiana in Belgio. Jacopo è sposato con Lucia, che lavora all'Unesco. La loro bimba si chiama Clea e ha due anni e mezzo. Sono attesi a Modena per le vacanze pasquali. Comprensibili le preoccupazioni di Sandra e Mario Panizza (docenti universitari), genitori di Jacopo, quando ieri mattina sono venuti a conoscenza degli attentati, pur sapendo che suo figlio e la moglie si muovono in bicicletta a Bruxelles.

Come avete vissuto quelle terribili ore?

«C'è stato un blocco totale nel quartiere, dove ci sono le sedi della Commissione e Consiglio Europeo e di altre istituzioni. Un clima di tensione enorme. Mia moglie è potuta uscire solo alle 15, per poi andare a prendere la bambina nel quartiere dove abitiamo, a 25 minuti in bici da quello europeo. Il locale lo abbiamo tenuto aperto per dare un segnale forte. Ci sono state molte persone a pranzo. Bisogna reagire e non farsi sottomettere dalla paura, dal terrore».

Verrai con i tuoi a Modena?

«Dovrei partire domani per fare felici i miei genitori che non vedono la nipotina da tempo. Dicono che mercoledì riapre l'aeroporto. Altrimenti raggiungerò una città vicina per prendere l'aereo. Ma mi viene la voglia di restare a Bruxelles, per dare un segnale di forza, non di fuga».

A che grado è l'indignazione?

«Si prova rabbia, stanchezza, ma anche molta unità. Comunque Bruxelles respira, è sempre viva. Per oggi avevo organizzato un'uscita con gli amici per festeggiare il mio compleanno, i miei 42 anni».

Quale può essere la risposta a questi vili attentati?

«La voglia di continuare a fare una vita normale, perché è l'unica risposta per stare bene. Lo spirito di reazione è quello di non chiudersi in casa, non lamentarsi. E' necessario non avere nessun pensiero di odio, di reazioni esagerate, incontrollate, per non scendere ai livelli di inaudita violenza dei terroristi. La cosa migliore è trovare delle soluzioni pacifiche, anche se inauditi sono questi atti di barbarie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google