«La bomba sul treno prima del mio»
La dipendente della Commissione Europea racconta i momenti drammatici dell'attentato alla metropolitana
BRUXELLES. La preoccupazione per figli, parenti o amici coinvolti nella tragedia di Bruxelles riguarda anche non pochi modenesi. Sono diverse le persone che per lavoro o studio si trovavano a Bruxelles al momento degli attentati di ieri mattina e alcuni hanno affidato ai social network i propri messaggi per avvisare amici e parenti dello stato di salute e delle paure vissute durante e dopo le esplosioni.
«Abbiamo sentito un'esplosione e lo spostamento d'aria della deflagrazione – scrive C. Z., modenese di 30 anni, a Bruxelles per la Commissione Europea, che si trovava in metropolitana - poi il fumo ha cominciato a riempire il treno. Siamo rimasti bloccati per un po' nel treno, poi ci hanno evacuati facendoci camminare lungo i binari fino alla stazione più vicina. A quanto pare la bomba era proprio sul treno prima del mio».
Linee telefoniche intasate, sul web e nelle grandi reti dei social si diffondono a macchia d’olio informazioni frazionate, supposizioni e testimonianze, lasciando soltanto l’amaro in bocca a chi è lontano e subisce passivamente un altro attacco, chiedendosi dove avverrà il prossimo. Sono passati solo pochi giorni da quando il Comandante Alfa, membro storico del Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma, spiegava ai castelfranchesi – parlando delle vicende parigine e ancora ignaro di cosa ci avrebbe aspettati poco più a nord - che si possono dormire sonni tranquilli, perché l’intelligence italiana monitora costantemente e con grande scrupolo la nostra Penisola. A questo punto non resta che confidare in un’efficienza maggiore rispetto ai colleghi belgi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
