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«Parlamento Ue blindato, vietato uscire»

Marco Leonardi lavora al Parlamento Europeo
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Marco Leonardi lavora al Parlamento Europeo

Il sassolese Marco Leonardi obbligato a fermarsi per sicurezza: «Ora altri mesi di coprifuoco»

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BRUXELLES Il sassolese Marco Leonardi è a Bruxelles da cinque anni; attualmente lavora come assistente all’europarlamentare Simona Bonafè. Ieri mattina quando sono scoppiate le bombe era al suo posto.

«Prima un'esplosione lontana – racconta – nella hall partenze dell'aeroporto cittadino; poi una più vicina, nella metropolitana a Maelbeek, nel tratto che si trova esattamente fra il Parlamento e la Commissione Europea. A quel punto l'obiettivo è stato chiaro. Ci hanno detto che si è trattato di kamikaze».

Leonardi e gli altri dello staff non si sono resi subito conto di quel che stava accadendo: «L'ala dell'edificio in cui ci troviamo noi è dalla parte opposta rispetto ai luoghi dell'attentato. Le esplosioni non le abbiamo sentite ravvicinate, erano lontane, ma da un minuto dopo è stato un susseguirsi di sirene». Allo sgomento per quel che stava succedendo, mentre anche dall'interno del parlamento si seguivano le notizie aggiornate continuamente dagli organi di informazione, si è subito aggiunta l'incertezza, anche per chi si trovava nella sede Ue: «Siamo chiusi qui dentro – spiegava Marco Leonardi – Bruxelles e tutto il Belgio al momento sono al livello di massima allerta e ci hanno consigliato di non uscire dal Parlamento».

Situazione che è andata avanti per buona parte della giornata. «Cerchiamo di capire cosa è successo – continua Leonardi – ma da qui non è facile. Vediamo agitazione, sirene e polizia per strada». La lunga giornata di Bruxelles è stata seguita da molti parlamentari dall'interno dell'edificio, per motivi di sicurezza e anche per non creare ulteriori problemi alle forze dell'ordine, alle quali presto si sono affiancati anche i militari.

«L'esercito è già qui dai fatti di Parigi di quattro mesi fa - aggiunge Leonardi – Dal punto di vista della libertà di movimento non avevamo più coprifuoco o altre indicazioni sulla necessità di evitare luoghi affollati o uscire in certi orari e zone. Ma di fatto qui a Bruxelles respiriamo un clima di guerra ormai da quattro mesi». I lavori della Commissione, alla quale Leonardi stava partecipando insieme allo staff della Bonafè sono stati ovviamente fermati e tutti sono rimasti col fiato sospeso a seguire quello che stava accadendo, mentre la situazione si faceva più grave ogni minuto.

Gabriele Bassanetti

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