«Scampate all’attentato, eravamo in aeroporto»
Stefania Ziribotti: «Io e la mia amica Silvia arrivate da New York dirette a Fiorano. Vicino al nostro gate c’è stato l’attentato. Dopo ore ci hanno portate a Lovanio»
BRUXELLES «Io e la mia amica eravamo appena scese dal volo da New York e dovevamo cambiare per Monaco. Tornavamo da una vacanza in America. Proprio mentre stavamo arrivando al gate, abbiamo sentito dell’esplosione. Una ragazza è arrivata correndo e ha detto che voleva comperare subito un biglietto aereo per andarsene via subito, che c’era appena stata un’esplosione. È così che abbiamo saputo».
Stefania Ziribotti, 21enne di Fiorano, e la sua amica Silvia Ricci, anche lei fioranese, sono scampate alla morte all’aeroporto di Bruxelles. Bastava uscire poco prima dal gate e entrare nello spazio comune per venire coinvolti nell’attentato. Per fortuna è finito tutto bene, ma subito dopo quel momento sono state travolte dall’inevitabile caos organizzativo.
«Subito dopo abbiamo sentito l’annuncio di evacuazione e ci siamo portate fuori dall’aeroporto - racconta Stefania - per due o tre ore siamo rimasti lì nell’incertezza. Avevamo solo il bagaglio a mano, le valige chissà dov’erano. Nessun sapeva cosa sarebbe successo né dove saremmo andati. Ci hanno portato in centro a Bruxelles dove abbiamo preso il treno per Lovanio».
Le due ragazze, insieme con tutto il gruppo degli evacuati dall’aeroporto, sono state portate nella cittadina universitaria a 30 chilometri dalla capitale. Le hanno sistemate in hotel. Ma cosa succederà ora e come torneranno a casa, non è chiaro.
«Gli albergatori ci hanno trattato molto bene. Sono stati gentilissimi. Purtroppo non parliamo un inglese fluente e abbiamo fatto fatica a spiegarci. Per fortuna abbiamo incontrato una ragazza di Pescara che parla correttamente ed è riuscita a mediare per noi».
«Abbiamo chiamato l’ambasciata d’Italia facendo presente cosa ci era successo, che eravamo all’aeroporto al momento dell’attentato e poi ci avevano spostato a Lovanio ecc. Non sono stati per niente disponibili. Ci hanno detto di restare lì in albergo».
«Ore dopo invece abbiamo sentito dire che erano partiti dei bus per l’Italia. Ma nessuno sapeva se era vero e dove si prendevano questi bus».
Le due fioranesi vogliono tornare a casa al più presto. «Prenderemo un bus po un treno, ma vogliamo tornare a Modena. Vogliamo andarcene da qua anche se a Lovanio c’è la massima tranquillità. Qui non si respira la tensione di Bruxelles. Ma siamo più sicure se torniamo indietro al più presto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
