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Castelfranco, incendio in magazzino: l’ombra del dolo

di Giovanni Balugani
Castelfranco, incendio in magazzino: l’ombra del dolo

Forti sospetti sul rogo scoppiato a Manzolino in un capannone edile. Distrutto anche un suv che era rimasto abbandonato nella struttura da tre anni

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CASTELFRANCO. Erano circa le 4 del mattino, quando le fiamme che divampavano in un capannone di via Manzolino Est hanno svegliato buona parte dei residenti della zona. Il rumore era fortissimo e il rogo stava divorando la facciata posteriore di un magazzino edile, situato in una biforcazione di via Manzolino Est, una piccola strada asfaltata che conduce a due palazzine, costeggiando quello che per gli abitanti di Manzolino è noto come parco Garagnani. Il primo a rendersi conto dell’incendio è stata una guardia giurata impegnata in servizio notturno nella zona: poco prima delle 4, ha visto l’incendio e avvisato i vigili del fuoco, giunti sul posto con tre squadre per domare la fiamme.

Ma tanti altri abitanti di Manzolino hanno avvisato telefonicamente le forze dell’ordine. Il capannone, infatti, è ben visibile da tutte le abitazioni della vicina via Madre Teresa di Calcutta. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme e non si contano feriti, dato che a quell’ora il capannone era completamente vuoto.

LE ASSI DI LEGNO HANNO ALIMENTATO IL ROGO. Qualche ora dopo, alla luce del sole, i danni materiali, però, sono ben visibili. L’incendio ha toccato una porzione di una decina di metri dell’esterno del capannone, un’area in cui vi era anche un suv parcheggiato, proprio sotto ad una tettoia esterna in metallo. Il suv si trovava parcheggiato sotto quella tettoia da anni: «Quella macchina è stata abbandonata lì almeno dal 2012», racconta uno dei residenti.

Accanto al suv, andato completamente distrutto nel rogo, vi erano diverse decine di pesanti assi in legno, anch’esse incenerite o carbonizzate dalla forza del calore. Lo stesso muro in mattoni del capannone è stato annerito dall’incendio; così come la tettoia in metallo, alta almeno 5 metri, è stata lacerata e sgretolata dalle fiamme, che devono essersi alzate per diversi metri nel momento di massima forza. Il magazzino è il deposito di un’impresa edile dei Carmellino, anche se la proprietà è condivisa con una famiglia di Manzolino.

Le cause dell’incendio non sono chiare. Difficile che il rogo sia stato innescato da un cortocircuito verificatosi all’interno del suv parcheggiato, altrettanto improbabile che le assi di legno abbiano preso fuoco in maniera autonoma. Prende sempre più corpo, quindi, l’ipotesi che si tratti di un incendio di natura dolosa, anche se le forze dell’ordine non escludono a priori quella colposa.

Le indagini sull’incendio sono affidate ai carabinieri della locale stazione di Castelfranco Emilia.

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