«L’ospedale di Pavullo non verrà soppresso»
L’assessore regionale alla Sanità Venturi rassicura: «Faremo tagli, ma non qui» Restano preoccupazioni: punto nascite a rischio e pronto soccorso da sistemare
PAVULLO. «L’ospedale di Pavullo per la sua collocazione geografica va mantenuto per forza, è tutto interesse della Regione mantenerlo. I tagli alle spese che faremo non toccheranno piccole strutture come questa, ma le grandi». È la rassicurazione arrivata martedì sera dall’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi in una sala consiliare gremita di persone accorse per l’incontro organizzato dal Pd su un tema cruciale come quello del riordino assistenziale post Pal.
«Un tema che non va strumentalizzato in questa campagna elettorale – ha sottolineato in apertura il sindaco Romano Canovi – perché solo se restiamo assieme si fa il bene dell’ospedale. Per difenderlo abbiamo bisogno delle istituzioni superiori, a cui però diciamo subito che qui non si possono fare altri sacrifici». «Non si specula sull’ospedale per due voti in più – ha ribadito il candidato sindaco Pd Stefano Iseppi – e noi siamo qui per un confronto serio, non dicendo che tutto va bene. Ci sono dei problemi: è urgente una risistemazione strutturale del Pronto Soccorso, e vanno trovati i fondi. Il Punto nascite è a rischio con la norma che vuole un minimo di 500 parti all’anno, ma noi diciamo che un ospedale di montagna non può basarsi solo sui numeri e auspichiamo per il mantenimento e la formazione di un’equipe unica con Sassuolo. Pediatria è sottoutilizzata, e la radiologia dovrebbe essere estesa a un servizio 24 ore su 24. In questo quadro, siamo convinti che nella riorganizzazione sanitaria in un’ottica di rete, Pavullo possa avere la sua specificità: noi garantiamo una guardia attiva».
Ed è proprio questo il passaggio chiave che si prospetta: il superamento della logica del Pal 2011 «che in maniera un po’ fuorviante – ha precisato il dg Ausl Massimo Annicchiarico - aveva distinto gli ospedali d’area da quelli di prossimità, dando una connotazione gerarchica. Adesso non ci sarà più: si ragionerà all’interno di una rete, dove i piccoli nodi sono necessari come i grandi. Ci possono essere attività ortopediche e chirurgiche che si fanno solo o soprattutto a Pavullo». Non sono mancati gli interventi del pubblico: il dottor Elio Letteriello, anch’egli candidato sindaco, ha chiesto perché i parti siano calati drasticamente dai 700 che erano nel 2005 e ha sottolineato che la partnership con Sassuolo deve permettere anche a un medico di qui di operare a Sassuolo, non solo viceversa. Ha poi espresso preoccupazioni sull’ortopedia «la cui eccellenza nelle protesi all’anca rischia di venire meno per il continuo calo di operazioni». Punto questo su cui ha insistito anche Canovi, chiedendo tutela dell’equipe. I comitati hanno espresso preoccupazione soprattutto per il Pronto Soccorso, ritenuto “poco dignitoso” dallo stesso responsabile. «Troveremo i soldi per rifarlo – ha assicurato l’assessore Venturi – e per l’ortopedia non temete perché riteniamo sia un settore da potenziare in tutte le zone di montagna».
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