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Modena

Operaio di Gonzaga chiede 40 mila euro

Si è costituito parte civile al processo Aemilia contro il boss Michele Bolognino e i tre Bianchini (Augusto, Alessandro e la moglie Bruna Braga), titolari della ditta accusata di aver utilizzato l’am...

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Si è costituito parte civile al processo Aemilia contro il boss Michele Bolognino e i tre Bianchini (Augusto, Alessandro e la moglie Bruna Braga), titolari della ditta accusata di aver utilizzato l’amianto nella costruzione della tangenziale di Sermide e di aver sfruttato 12 operai assunti appositamente per i lavori post-terremoto per conto dello stesso Bolognino. Antonio Balzano, 33 anni di Gonzaga, è uno dei pochissimi cittadini ad aver messo la faccia nel processo che vede alla sbarra l’associazione mafiosa che operava in Emilia e l’unico ad averci messo la faccia tra tutti gli ex dipendenti della Bianchini. Se il Comune di Viadana aveva già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile al processo cominciato ieri mattina a Reggio, l’entrata in scena di Balzano è stata una sorpresa. L’operaio era stato assunto per tre mesi e pagato, 1000 euro lo stipendio, sempre in contanti. Un sistema per nascondere, secondo l’accusa, il meccanismo fraudolento a favore di Bolognino. Operai sfruttati, minacciati utilizzando il nome della cosca, ed esposti a condizioni di pericolo, approfittando del loro bisogno. Balzano nella prossima udienza quantificherà la richiesta di risarcimento in 10mila euro per ognuno dei quattro. (r.c.)

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