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Pesticidi, Modena tra le province più inquinate

Un campo coltivato
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Un campo coltivato

Una indagine di Legambiente in Emilia Romagna evidenzia come la zona del Secchia sia quella più a rischio, con le concentrazioni più alte

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MODENA. Gli anni del ddt sono lontani. Ma ancora oggi si usano troppe sostanze chimiche nei campi, pericolose per la salute. Persino pesticidi messi al bando decine di anni fa.Il problema riguarda anche le città, dove i comuni «sono sordi» e utilizzano diserbanti e fitofarmaci a mani basse in giardini, parchi pubblici e per la manutenzione del verde ai bordi delle strade.

A farne le spese non solo la salute delle persone ma anche quella di insetti importanti come le api, per le quali è dannoso persino il trattamento contro le zanzare adulte. A chiedere dunque un giro di vite è Legambiente Emilia-Romagna, che ha realizzato un dossier sull'uso dei pesticidi in Regione. Dalle analisi sono stati rilevati 65 diversi principi chimici, spesso trovati negli stessi punti contemporaneamente (anche 32 sostanze in una volta).

Nell'80% dei punti monitorati è stata riscontrata la presenza di pesticidi, così come nel 60% dei prelievi fatti sulle acque superficiali (in crescita rispetto al 2012). Stando alle analisi di Legambiente, i problemi maggiori sull'uso abbondante di pesticidi riguardano le province di Modena e Ferrara, in particolare il bacino del Secchia e quello della Burana. Ma gli ambientalisti parlano di anomalie anche nel territorio del Po di volano, nel bacino del Reno e nella zona dell'uso a Rimini. Tra le varie sostanze, Legambiente ha trovato anche pesticidi vietati da tempo. 

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