Ragazzi entusiasti del Treno per Auschwitz
Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, ha definito Auschwitz un «luogo sacro, come sono sacri tutti i luoghi che hanno fatto la storia dell'uomo, perché qui l'uomo ha misurato la...
Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, ha definito Auschwitz un «luogo sacro, come sono sacri tutti i luoghi che hanno fatto la storia dell'uomo, perché qui l'uomo ha misurato la sua malvagità». A scuola si impara quanto l’uomo sappia essere grande e quanto il suo bisogno di costruire abbia dato alla luce quella che chiamiamo storia. Forse, a fronte di questo, è compito della scuola anche accompagnare gli studenti nei luoghi in cui questa capacità di costruire non ha creato altro che distruzione. Auschwitz e Birkenau ne sono un simbolo.
Sono tornati lunedì gli studenti che hanno partecipato alla dodicesima edizione di “Un treno per Auschwitz”, a cura della Fondazione Fossoli con la collaborazione delle quattro Fondazioni Bancarie della Provincia - Modena, Vignola, Carpi e Mirandola - dei Comuni di Modena, Sassuolo, Pavullo, Castelfranco Emilia, Finale Emilia, Mirandola e Carpi e dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna, oltre che di Coop Estense e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Camera dei Deputati e dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e dell’Unione Terre di Castelli.
Dopo circa sedici ore di viaggio, sono arrivati al passo del Brennero e sono saliti sui pullman che li hanno lasciati a Carpi. «È stata, come sempre, un'esperienza significativa: - ha detto Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Fossoli - si tratta di un progetto che intendiamo continuare e che riteniamo molto importante». Ha salutato i ragazzi ricordando l'incontro che si terrà il 10 maggio presso la Fondazione Fossoli. Cosa dicono gli studenti? Nel corso del viaggio in treno, è stato consegnato loro un questionario da parte della Fondazione Fossoli. In linea di massima, basta chiederlo a loro. Sono contenti, mentre si affollano ai finestrini del treno sulla via del ritorno. «È stata senz’altro una bellissima esperienza - dicono - significativa come ce la aspettavamo». Niente da migliorare? «Assolutamente: - risponde un gruppo di studenti che chiacchierano nel vagone ristoro in dirittura d'arrivo alla stazione del Brennero - i ritmi sono stati serratissimi e non abbiamo avuto modo di soffermarci su quanto vedevamo».
«Si trattava - continuano - di luoghi impegnativi, con immagini forti e teche piene di ciò che è rimasto da quell'orrore: ci passavano davanti in mezzo a una folla di studenti e guide». Hanno qualcosa da dire anche sulla selezione: «I criteri delle scuole sono diversi: - commentano - alcune scelgono per merito e altre no, alcune selezionano per mezzo di temi scritti, altre sorteggiano». «Il problema - dicono - è che non tutti i partecipanti erano realmente interessati e molti studenti che avrebbero voluto partecipare, e che avrebbero saputo trarne maggiore insegnamento, sono rimasti a casa». (apdl)
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