Gazzetta di Modena

Modena

Sequestrata una fabbrica di marijuana

Sequestrata una fabbrica di marijuana

Mirandola. La Guardia di Finanza scopre un casolare attrezzato che produceva droga per oltre tre milioni di euro

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. Tremila e 208 piante di varia grandezza, che avrebbero fruttato dai 150 ai 200 chilogrammi di prodotto finito, per un valore sul mercato di oltre tre milioni di euro; 742 bulbi pronti per essere trapiantati in sostituzione delle piante prossime alla raccolta; oltre 18 chilogrammi già pronti per il consumo, che si aggiungono agli altri 25 già sequestrati nel corso dell’operazione; un allacciamento energetico abusivo, che avrebbe potuto illuminare - ogni giorni - circa 1500 abitazioni. È il bilancio dell’indagine, portata a termine dalla Guardia di Finanza di Modena e coordinata dal sostituto procuratore Claudia Natalini, che ha visto le Fiamme Gialle scoprire una fabbrica di marijuana in un casolare di Novellara.

All’interno di quattro stanzoni erano state allestite le serre, illuminate da potentissime luci ed areate da un sofisticato impianto alimentato da motori e collegato da grosse tubazioni che si snodavano per tutto l’immobile, attraverso le quali veniva estratta l’aria calda prodotta dall’imponente sistema di illuminazione, consentendo in tal modo di mantenere l’ambiente umido per favorire la crescita rapida degli arbusti piantati nei relativi vasi. A testimonianza della cura del processo produttivo delle piante di cannabis, sono stati trovati anche flaconi di potenti fertilizzanti (alcuni arricchiti da ormoni della crescita) la maggior parte dei quali non in commercio sul territorio nazionale.

Non ci sono denunce né arresti, ma la firma è cinese. Non fosse altro perché tutta l’inchiesta nasce da un’operazione della Guardia di Finanza di Mirandola. Ad inizio anno, infatti, dopo una soffiata in cui si informava come un cinese fosse pronto a spedire all’estero un’imponente quantità di marijuana, attraverso un corriere espresso. Scattò il blitz che permise di trarre in arresto in flagranza di reato un cinese, J.L. di 29 anni, e di sequestrare circa 6,7 chilogrammi di stupefacente. Ma l’indagine non è mai fermata e anzi, ecco una nuova operazione, avvenuta pochi giorni dopo il primo fermo: fu intercettata una nuova spedizione (17,7 kg di “erba”), sempre destinata ad un cinese residente all’esterno e venne denunciato un suo connazionale di 42 anni, anch’egli mirandolese. Ma dove veniva prodotta tutta quella cannabis? La Finanza ha avuto la risposta con la perquisizione a Novellara dove era arrivata mettendo in fila i riscontri ottenuti. Il casolare risulta di proprietà di una coppia di cinesi residenti a Roma, che l’avevano affittato ad un connazionale, irreperibile in Italia. Di primo acchito lo stabile appariva abbandonato, ma gli allacciamenti elettrici abusivi hanno confermato i sospetti dei finanzieri, che hanno proceduto all’incredibile scoperta. (fd)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google