C’è un acquirente per la ceramica
È un imprenditore di Gombola ma la trattativa è complessa. Intanto 8 giorni di ferie forzate per tutti
FRASSINORO. È stata staccata ieri mattina la corrente alla ceramica Terre della Badia di Frassinoro, dove gli operai sono in sciopero dal 17 marzo di fronte a una crisi aziendale che è ben lungi dall’essere risolta, come dimostra anche l’interrogazione appena presentata in Regione da sette consiglieri Pd (a partire da Luciana Serri) e Sel. Lo stop è stata la conferma, scontata ormai, di quanto fossero fondate le voci dei pesanti debiti contratti dalla proprietà (che fa capo all’imprenditore reggiano William Reverberi) con i fornitori. Senza energia, la tutela dello stabilimento da parte dei dipendenti diventa ancora più difficile, specialmente di notte. Ci sono in particolare le vasche con migliaia di litri di smalti da movimentare con pale elettriche per evitare danni strutturali. E agli operai non è rimasto che munirsi di un generatore. Un’altra spesa a loro carico, dopo il gpl della stufetta, ma è venuto loro incontro il Comune, garantendo supporto nella fornitura di gasolio. Indipendentemente da come finirà questa storia, rimarrà sempre la prova di attaccamento alla loro fabbrica da parte di questa gente di montagna che se n’è presa cura giorno e notte come una seconda casa. Per preservare le macchine e facilitare l’ingresso di un nuovo proprietario, certo. Ma anche per semplice senso del dovere. Se è vero che ci sono tanti handicap nel portare avanti un’azienda qui, questo è uno di quei pro su cui qualsiasi imprenditore interessato all’acquisto dovrebbe riflettere. Per ora c’è solo il titolare di una ceramica di Gombola (Polinago), che ha partecipato ai tavoli in Provincia. Alla guida di un’azienda con 18 operai, per una produzione annua di un milione di metri, farebbe un salto imprenditoriale eccezionale tramite l’affitto di ramo d’azienda con cui prenderebbe le redini di un impianto, quello frassinorese, da 5 milioni di metri per 91 dipendenti, 12 interinali e 12 amministrativi di stanza a Fiorano. Ma senza mantenerli tutti, per questo la trattativa si è fermata: «Noi vogliamo la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, anche di Fiorano» sottolinea Carlo Antonino della Filctem/Cgil Sassuolo. Non è bastato il pagamento, ieri, degli stipendi di febbraio da parte di Reverberi a rasserenare il clima. E non vi ha contribuito la scelta con cui la proprietà ha deciso autonomamente di mettere in ferie tutti da domani al 2 aprile. Una chiusura collettiva non concordata col sindacato, a cui i lavoratori rispondono dichiarandosi invece pronti a lavorare: «L’azienda non deve mettere in ferie ma attivare gli ammortizzatori sociali», rimarca Antonino. E poi ci sono sempre due anni di tfr non pagato. Oggi comunque sarà l’ultima giornata di sciopero, da domani si andrà avanti solo con un presidio 8-19, «nella speranza – chiosa il delegato sindacale Cgil Massimo Pioli – che questo tempo di riflessione spinga anche qualche altro imprenditore a farsi avanti».
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