La Fratelli Baraldi di San Prospero al concordato Il giudice nomina il commissario
Domanda presentata il 17 marzo: «Faremo il possibile per dare una buona percentuale ai creditori» L’azienda ha 100 dipendenti, gravi rischi a caduta per artigiani e fornitori: «Ma vogliamo ripartire»
SAN PROSPERO. Il Tribunale di Modena ha nominato mercoledì l’amministratore giudiziale che dovrà accompagnare la F.lli Baraldi alla... fine. Già, perchè mercoledì 17 marzo, quelle che erano solo voci e preoccupazioni sono divenute realtà: su indicazione del consiglio di amministrazione della più importante azienda edile della Bassa è stata presentata la domanda di concordato preventivo. In altre parole, nonostante le presunte opportunità che la ricostruzione post-sisma, la realtà di questo settore, aggravata da una burocrazia paralizzante, si è ben presto rivelata un’altra.
Risultato: non c’è più lavoro economicamente sostenibile per gli attuali 100 dipendenti dell’azienda. E ci sono messaggi pesanti per quanti - aziende, artigiani, privati... - hanno lavorato in questi mesi per la Baraldi Costruzioni.
«Vi informiamo che il 17 marzo abbiamo depositato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità, vi formuleremo una proposta di pagamento del nostro debito arretrato».
Parole inequivocabili, dirette a tutti i fornitori che la Fratelli Baraldi ha così informato di quanto stava per accadere.
Con espressioni che poi vorrebbero rassicurare: «Il nostro intento è comunque di continuare la nostra attività, con le persone che hanno collaborato con noi fino ad oggi».
Una strategia di riemersione che è stata evidentemente discussa nel cda dell’11 marzo, quando è stato deliberato “di presentare la domanda di ammissione della società alla procedura di concordato preventivo... precisando che la percentuale di pagamento dei creditori, i tempi di pagamento e le modalità di liquidazione dell’attivo verranno previste nella proposta di concordato definitiva... in modo tale da garantire ai creditori una percentuale comunque superiore a quanto gli stessi potrebbero realizzare in sede fallimentare...». La sostanza è che i creditori faranno fatica ad incassare una percentuale importante di quanto loro spetta. E nella vita di tante piccole aziende si può ben presto cogliere cosa questo possa significare.
Finisce così, allo stato attuale, la storia di una impresa fondata nel 1990, 26 anni fa, dai fratelli Baraldi. Una impresa cresciuta in modo esponenziale, fino ad accreditarsi all’attenzione internazionale, specie con le demolizioni (celeberrima quella del vecchio stadio di Torino). Impresa caduta in disgrazia nel 2012, con la esclusione dalla white list della ricostruzione. Sostenuta politicamente, la F.lli Baraldi era riuscita a rientrare nella white list con la cessazione della attività di uno dei soci e con l’avvento alla presidenza, da ultimo, di Carlo Albano, ex segretario comunale in molte cittadine. Ma la manna del post-sisma non è mai arrivata, anzi.
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