Meningite, grave una bimba di 10 anni
È ricoverata al Policlinico in prognosi riservata. Il caso alle scuole elementari Rodari: profilassi per novanta persone
Una bambina di dieci anni è ricoverata in gravi condizioni al Policlinico di Modena per una meningite. Ora si trova in prognosi riservata. La piccola da martedì non stava bene e nella notte stessa è stata ricoverata al Policlinico. Mercoledì la conferma che si trattava di meningite e subito è scattata la profilassi per una novantina di persone: compagni di classe, amici, parenti stretti, e tutti quelli che avevano avuto contatti con lei nelle ultime ore prima del ricovero.
L’Ausl ci tiene a sottolineare che si tratta di un caso isolato: «Trattandosi di un caso di meningite da meningococco, è stato immediatamente attivato il protocollo previsto per la tutela della salute delle persone che sono entrate in contatto con la bambina - spiega l’azienda stessa in una nota - Il Servizio Igiene Pubblica e la Pediatria di Comunità dell’Azienda Usl di Modena si sono attivati per la ricerca dei possibili contatti a rischio per offrire loro la possibilità di effettuare la profilassi antibiotica. In particolare, sono stati individuati i contatti a rischio nell’ambito scolastico, compreso il personale docente e di assistenza, e sono state informate le famiglie».
In tutto, appunto, una novantina di persone, che sono stati contattati come prevede la prassi ed ora sono sottoposti a profilassi.
A facilitare queste operazioni anche il fatto che le scuole in questi giorni sono chiuse e dopo le festività pasquali le lezioni riprenderanno regolarmente.
Come detto, l’Ausl parla di un caso isolato, anche per tranquillizzare da subito chi sta pensando a quanto avvenuto in Toscana nelle ultime settimane, dove si è parlato di una vera e propria epidemia che ha spinto le autorità ad una campagna di vaccinazione straordinaria. «Non è questo il caso», precisa l’Ausl. La bambina è tenuta sotto stretta osservazione dall’equipe del Policlinico.
Nella maggior parte dei casi l’infezione si diffonde tra persone che vivono a stretto contatto, ad esempio tra coloro che vivono vive nella stessa casa oppure si espongono all’agente infettivo baciando la persona infetta o condividendo bicchieri e stoviglie. Il contatto casuale a scuola o sul posto di lavoro con una persona infetta di solito non trasmetterà l’agente infettivo. È questo il motivo per cui si procede con la profilassi allargata a persone che hanno condiviso gli stessi ambienti anche nei momenti immediatamente precedenti all’insorgere dei primi sintomi della malattia.
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