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Modena: Amir e Kamla, da profughi a sposi

di Laura Solieri
Modena: Amir e Kamla, da profughi a sposi

Le nozze in Comune di due afghani che dopo lunghe traversie si sono integrati

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MODENA. Una storia di pace e integrazione in questi giorni così difficili. Ieri, in Comune a Modena, Amir e Kamla, entrambi afghani, si sono sposati circondati da tanti amici modenesi e non solo, in una città, la nostra, che per Amir ha significato tanto negli ultimi tre anni. Arrivato in Italia quattro anni fa su un barcone, dopo aver attraversato l'Iran, la Turchia, la Grecia, Amir giunge a Bari, in un centro di accoglienza per richiedenti asilo dove è rimasto per un anno.

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«Sono arrivato a Modena nel 2013, non conoscevo nessuno, l'associazione Insieme a noi è stato il mio primo punto di riferimento», racconta. Al matrimonio, celebrato dal consigliere Domenico Campana, tanti gli amici dell'associazione venuti ad omaggiare gli sposi, l'assessore Giuliana Urbelli e accanto ai due giovani, l'interprete, perché Kamla non conosce bene l'italiano. «È una gioia anche personale dare il mio contributo all'unione di questi ragazzi - ha commentato Campana che ha regalato agli sposi un libro sul nostro amato aceto balsamico - in questi giorni così complicati, consola vedere sotto gli occhi momenti di gioia come questi, resi particolarmente simbolici da quello che ci sta attorno, dall'affetto e dal calore umano che questi ragazzi hanno trovato a Modena».

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Accanto ad Amir, i suoi testimoni di nozze, Tilde Arcaleni e Luca Negrogno di Insieme a noi, dove Amir, che in questi anni ha trovato da lavorare in un ristorante, continua a fare volontariato regolarmente. Questa associazione, che offre possibilità di incontro e socializzazione alle persone con disagio psichico, ai loro familiari ed amici, aiutandoli ad uscire dall'isolamento e a vincere la solitudine, ha rappresentato in questi anni per Amir un approdo sicuro che gli ha permesso di sviluppare in un ambiente estraneo come era per lui la nostra città, una rete amicale e di sostegno. «Da quando sono qui, ho trovato ospitalità a casa di Luca - dice Amir - In associazione do una mano ad organizzare corsi di italiano per stranieri che sono sempre molto frequentati, anch'io ho imparato la lingua così».

Amir parla l'italiano benissimo e ha iniziato a tenere incontri nelle scuole per parlare con i ragazzi di razzismo, per portare un messaggio di pace. La sua sposa, Kamla, vive in Inghilterra da circa otto anni e lavora anche lei in un ristorante.

«È stata davvero una bella avventura - raccontano Tilde e Luca - Amir è entrato in associazione tramite il progetto rifugiati Sprar dandoci una mano nei corsi di cucina e frequentando i nostri corsi di italiano. È così che ha imparato la lingua ed è riuscito poi a trovare un lavoro. La mia disponibilità ad accoglierlo - aggiunge Luca - gli ha concesso la possibilità di sostenere le spese quotidiane con me, aiutandoci a vicenda».

Kamla e Amir si conoscevano fin da ragazzi, in Afghanistan, e ora Amir progetta di trasferirsi con lei in Inghilterra.

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