Ricommerciamo parte civile dopo la scoperta dell’amianto
SAN FELICE. Si erano già costituiti al processo di Modena per l’inquinamento da amianto di alcuni siti. Si sono distratti come il Comune quando era il momento di costituirsi ad Aemilia. Ma mercoledì,...
SAN FELICE. Si erano già costituiti al processo di Modena per l’inquinamento da amianto di alcuni siti. Si sono distratti come il Comune quando era il momento di costituirsi ad Aemilia.
Ma mercoledì, all’apertura del dibattimento di Aemilia a Reggio, hanno deciso di esserci, con un mandato all’avvocato Fabrizio Canuri.
Parliamo dei 21 esercenti del consorzio Ricommerciamo, tra i primi ad essere danneggiati dai reati ambientali contestati a molti degli imputati collegati alla infiltrazione della ’ndrangheta in Emilia.
Ricommerciamo è il consorzio di attività sfrattate dal centro storico di San Felice, a causa del terremoto, che avevano commissionato la costruzione del padiglione nel quale ripartire. La scoperta dell’amianto nelle opere di urbanizzazione ha provocato all’epoca danni di immagine e ritardi di tre mesi che si sono tradotti in un danno economico da centinaia di migliaia di euro. Fu una scoperta causale, conseguente alla scoperta di amianto nel campo della protezione civile di San Biagio. Nelle alte sfere infatti qualcuno suggeriva di non fare i controlli, puntando sulla colata di cemento che avrebbe “risolto” il problema. Invece altri chiesero una verifica, e scoppiò tutta la vicenda.
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