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Soprintendente stanga Modena

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Paolozzi Strozzi: «Villa Lonardi, il nuovo progetto quasi peggio del precedente»

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«Come potevo dire sì al nuovo progetto sul passaggio presso l'area vincolata di villa Lonardi della nuova Complanarina? Dopo due mesi mi è stato presentato un progetto sostanzialmente identico a quello bocciato due mesi prima, anzi peggiore se pensiamo che ora si propone di chiudere la storica villa modenese dentro mura di cemento. Sarebbe un vero carcere». Questo in sintesi il pensiero di Giovanna Paolozzi Strozzi, soprintendente di Modena che interviene all'indomani del secondo "no" con il quale il suo ufficio di tutela ministeriale ha affossato il progetto della strada mandando all'aria i piani viari di Comune e Provincia, entrambe rette da Giancarlo Muzzarelli e dei comuni di Spilamberto e Castelnuovo. La nuova arteria, che vede un progetto firmato da Autostrade per l'Italia dovrebbe unire la tangenziale di Modena con il casello di Modena sud, in modo da snellire la viabilità. «Noi siamo collaborativi, nei limiti del possibile, perché questa è una vicenda importante considerati gli interessi che ne conseguono. Riguardo alla cosiddetta 'complanarina' alla conferenza dei servizi del 22 marzo si è sostanzialmente riproposto lo stesso progetto: che avevamo già visionato nella conferenza dei servizi precedente, quella del 28 gennaio scorso». La dirigente ministeriale entra nel merito: «Vero è che il precedente progetto era molto invasivo nello spazio vincolato, visto che si interveniva su 2600 metri quadrati. Ma allora si prevedeva un più armonico collegamento con il parco di villa Lonardi, ossia una scarpata verde che poteva meglio omogeneizzare il parco con il rilevato stradale da costruire. Nel secondo progetto invece abbiamo visto era lo stesso tracciato stradale con l’eliminazione dei bordi a scarpata: questo portava certo sulla carta un minor impatto sulla superficie del parco, ma rendeva necessaria la costruzione di un muro in cemento. Vero carcere per la splendida villa, già tagliata a metà negli anni Sessanta dal tracciato dell’autostrada a nord e adesso di nuovo circondata a sud dalla nuova bretella: la barriera la isolerebbe dal vicino nucleo abitato e comunque renderebbe in generale molto disagevole il suo raggiungimento causa la chiusura di strada Medicina». Giovanna Paolozzi Strozzi, infine, nega problema con l'amministrazione comunale modenese: «Non mi sembra che esistano criticità tra i due enti, a parte il fatto che facciamo mestieri diversi e che possiamo essere in disaccordo: rammento per esempio che si è avviato con il Comune un percorso virtuoso di regolamento d’uso delle piazze storiche a partire da Duomo e sito Unesco, a cui la stessa Bologna si sta uniformando. Stiamo inoltre lavorando in pieno accordo sul recupero dell’edificio che ospiterà il Liceo Sigonio e in genere cerchiamo di ristringere al massimo i tempi per le autorizzazioni previste su eventi e manifestazioni ideate dal Comune». Se dunque Autostrade, Modena, Spilamberto e Castelnuovo non proporranno soluzioni alternative la strada non si farà a meno che il governo, non disponga diversamente. Ma passeranno molti mesi e per ora c'è da registrare l'imbarazzo del Comune che ieri per bocca dell'assessore Giacobazzi si è limitato a dire che la strada è importante e che spera si risolva presto il tutto. Una ovvietà. Come a dire “Spero che domani ci sia il sole... ”A differenza di Spilamberto che almeno ha proposto di dare vita a due rotonde per snellire il traffico.

Stefano Luppi

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