Vignola, il distretto in crisi «Tutti i settori in declino»
Innovazione e investimenti scarsi tra le cause delle difficoltà nel manifatturiero L’analisi della Cgil: sono in calo le aziende, in aumento il numero dei disoccupati
Si delinea un quadro a luci e ombre nel settore manifatturiero del distretto vignolese Unione Terre di Castelli. È l’analisi della Cgil, che tra le cause delle difficoltà del settore segnala «le stesse che si registrano a livello nazionale. Senz'altro la crisi ormai strutturale, ma anche i deficit sistemici dell'industria italiana: posizionamento per buona parte in settori maturi a bassa intensità tecnologica, l'obsolescenza tecnologica, la poca propensione agli investimenti in ricerca e sviluppo». Tutto ciò - sottolinea il sindacato - sospinge l'intero sistema economico verso un declino della produttività «rispetto ai competitor che compromette sempre più le prospettive di ripresa e crescita».
Le imprese totali nel distretto vignolese sono circa 7.940 di cui 1.100 manifatturiere, 1.440 agricole, 1.230 delle costruzioni. Complessivamente nel 2012 erano invece 8.150. La flessione ha riguardato maggiormente le imprese artigiane e comunque le aziende sotto i 20 dipendenti orientate al mercato interno. Si è ridotto il fabbisogno occupazionale e gli ultimi anni hanno visto un aumento della disoccupazione, in gran parte quella femminile.
«L'edilizia è ancora in profonda crisi, è un settore depresso con poche commesse e molte sofferenze finanziarie. Emblematico il caso della Open.Co di Castelvetro, azienda di infissi e serramenti, che si trova in regime fallimentare con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria che vede coinvolti 160 lavoratori e per la quale si sta cercando di trovare una soluzione che dia continuità all'attività produttiva».
Il settore metalmeccanico accanto ad aziende che tengono dal punto di vista dei fatturati e dell'occupazione come la Bonfiglioli Riduttori e il Gruppo Fabbri, e in maniera più accentuata la Crown Aerosols Italia, si registrano aziende storiche in difficoltà come la C.M.S., la Sitma Machinery e la MecTrack che hanno fatto ricorso al contratto di solidarietà ed hanno dichiarato decine di esuberi.
«Il settore ceramico - prosegue la Cgil - in gran parte collocato nel comune di Castelvetro, con nomi quali Ascot, CCV Castelvetro, Naxos, Abk Sir Production, Ceramiche Daytona e la Pastorelli a Savignano e la Fondovalle a Marano, dopo anni di difficoltà, sta vivendo ora, grazie anche ad una opera di riorganizzazione accompagnata da investimenti, una fase complessivamente positiva con tenuta e in alcuni casi anche di ripresa dei livelli occupazionali».
«Infine abbiamo il settore dell'industria alimentare e in particolare del “comparto della lavorazione carni” che è fondamentale per l'economia e la competitività del territorio modenese e non solo per la sua funzione anticiclica. Nel distretto di Terre di Castelli abbiamo aziende come Inalca, Villani Salumi, Prosciuttificio S. Francesco, Alcar Uno, Global Carni, Castelfrigo, Assofood, dove sono occupati oltre 2.000 lavoratori. In queste ultime settimane dopo anni di denunce e lotte sindacali il distretto della “lavorazione carni” di Vignola è arrivato ad un punto di rottura nell'applicazione del sistema degli appalti di manodopera».
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