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Ambulanze senza medici a bordo: polemiche e dirigenti puniti

Ambulanze senza medici a bordo: polemiche e dirigenti puniti

La Regione sta elaborando un atto per evitare nuovi casi in cui le ambulanze del 118 arrivino dai pazienti soltanto con infermieri specializzati

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Modena Meglio intervenire con ambulanze che arrivano al più presto da chi ha avuto un infarto, un ictus o un aneurisma con infermieri specializzati per queste emergenze oppure arrivare un poco più tardi ma avendo anche un medico a bordo che sceglie manovre e farmaci?

Il dilemma è diventato esplosivo da quando il presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna, Giancarlo Pizza, che è partito con una raffica di provvedimenti disciplinari contro i medici dirigenti del 118 nel capoluogo regionale e che hanno dato il via, già da anni, alla sperimentazione.

La Regione però si è finalmente decisa ad intervenire e ad assumersi qualche responsabilità diretta. Come? Con una delibera di faticosa gestazione e che dovrebbe essere pronta a giorni, se verranno mantenute le promesse.

Il primo a essere stato colpito è un medico modenese, all’epoca dei fatti dirigente che firmò l’ordine di servizio per le ambulanze senza medici a bordo. Ora però è in pensione e quindi la sospensione dall’Ordine, e perciò anche dal lavoro e dallo stipendio, ha solo un valore simbolico. Non è così però per gli altri sei medici colpiti dal provvedimento disciplinare dopo di lui, sempre a Bologna, e per altri tre che sono ancora nel limbo del provvedimento amministrativo.

La situazione è diventata ben presto esplosiva perché ha portato alla luce una situazione accettata da quasi tutti che, anche se ha ridotto il numero di morti nelle emergenze a Bologna, Modena e in tutte le realtà regionali dov’è stata adottata, è sempre una tegola in bilico sulle teste dei medici. La ragione? Sono proprio i camici bianchi a rischiare una denuncia penale dei familiari in caso di complicazioni che possono portare al decesso.

E, una volta davanti a un giudice, come spiega l’infermiere gli avvenimenti che hanno portato alla morte il paziente? Se magari ha avuto uno scambio di istruzioni via telefono e lo ammette davanti al giudice ecco che scatta una denuncia pesantissima per il medico, che giuridicamente è il responsabile dell’intervento d’urgenza. In questo braccio di ferro, che ha visto la levata di scudi delle associazioni di medici dell’emergenza-urgenza, il direttore generale dell’Ausl a Bologna non arretra di un passo: «Non apporterò nessuna variazione». Lo stesso vale per Modena e altre città.

Ora scende in campo la Regione mettendo in campo tutto il peso politico di cui dispone anche se a Roma non ci sono funzionari al ministero in grado di togliere le castagne dal fuoco alla giunta Bonaccini. Persino dentro il Pd ci sono due anime. Mentre la deputata Donata Lenzi accusa l’Ordine di voler attaccare il 118, il suo collega di partito dice che occorre la concordia “per superare le criticità”. Un eufemismo: c’è di mezzo il codice penale e questo non può essere aggirato da un ordine di servizio. Se la Regione ottiene il via libera da Roma con una delibera salvatutti, esonerando da responsabilità i medici che restano al Pronto Soccorso, allora la situazione sarà risolta. Altrimenti continuerà lo stillicidio delle sospensioni dal servizio per i medici, con relativi ricorsi. (s.c.)

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