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Carpi piange don Ivo Silingardi

Carpi piange don Ivo Silingardi

Camera ardente nella “sua” Nazareno di Villa Chierici. I funerali alla chiesa di Quartirolo. Monsignor Cavina: «Ricordo il suo impegno verso i più deboli». Il sindaco: «Protagonista della città»

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CARPI La città piange don Ivo Silingardi, sacerdote che ha legato la sua vita alla crescita di Carpi e dei carpigiani. Motore della vita parrocchiale, verrà ricordato per il suo grande attivismo solidaristico, riservato agli ultimi, ai ragazzi in difficoltà e all’offrire una fonte di riscatto sociale a chi rischiava di non avere un futuro. I funerali di don Ivo ci saranno nel giorno del Lunedì Santo, con partenza alle 14.30 da Villa Chierici per la Chiesa di Quartirolo. La tumulazione verrà invece effettuata martedì mattina al cimitero di Carpi. Intanto tanti fedeli hanno iniziato a portargli l’ultimo pensiero alla camera ardente, aperta dal pomeriggio di ieri e per tutto il pomeriggio e la serata di oggi (dalle 15 alle 21,30), allestita nella cappella di Villa Chierici, a Santa Croce, nel cuore della “sua” Nazareno dove oggi, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 21, sarà recitato il Rosario. Perché il sacerdote è stato fondatore e poi presidente onorario dell’ente ecclesiastico che ha come obbiettivo la formazione religiosa, civica, professionale, culturale e morale dei ragazzi.

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Il ricordo del vescovo

«È morto uno dei sacerdoti storici della nostra Diocesi - ha detto il vescovo Francesco Cavina, ricordando don Ivo, morto a 95 anni all’ospedale di Baggiovara dove era stato ricoverato giovedì a causa di una caduta dalle scale - Ha saputo rappresentare la più autentica tradizione del Clero carpigiano, con il suo instancabile e generoso impegno verso gli ultimi, i più fragili e gli abbandonati. Ogni suo gesto, ogni sua azione sono stati animati dalla sua Fede e dal suo amore per Cristo. Don Ivo era espressione significativa del nostro Clero, così ricco di sacerdoti che, come lui, hanno portato e portano avanti opere di carattere pastorale e sociale, non semplicemente come segno di solidarietà verso il prossimo, ma perché sostenuti dalla Fede. Questo è il segno tangibile del loro legame a Gesù. Quel legame profondo che don Ivo ha sempre manifestato».

Il saluto del sindaco

Alberto Bellelli, dopo aver appreso del ricovero di don Ivo ed essersi recato all’ospedale di Baggiovara, ha espresso il cordoglio personale e quello dell’amministrazione comunale alla sua famiglia e al vescovo Cavina. «Don Ivo Silingardi - ha detto - è stato un protagonista della vita della città dal dopoguerra ad oggi: partigiano durante la Resistenza, poi fondatore dell’Istituto Nazareno, ora punto di eccellenza della proposta formativa non solo cittadina, e a seguire della Cooperativa sociale Nazareno. Una personalità sempre presente in occasione delle tappe fondamentali della storia recente di Carpi. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Quante volte è salito in municipio per fare quattro chiacchiere con me o con i miei precedessori e per parlare di progetti e iniziative che potessero contribuire a dare una mano a chi aveva bisogno».

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L’ex sindaco Campedelli

«L’ultimo saluto gliel’ho portato proprio venerdì pomeriggio, insieme al sindaco Bellelli, quando le sue condizioni, si capiva, erano già molto compromesse - scrive Enrico Campedelli, ora consigliere regionale - Don Ivo ha sempre collaborato con efficacia con le amministrazioni locali, ma, proprio grazie ai progetti che ha saputo concretizzare, si era guadagnato anche il rispetto della politica nazionale. Don Ivo, infatti, era un uomo schivo, ma capace di grande operatività e concretezza, non arretrava di fronte a nulla, per lui anche l’impossibile diventava possibile. Quando ci si incontrava, mi raccontava della condanna a morte, decretatagli dal fascismo, e di come riuscì a scamparla, mi parlava degli ultimi e di come bisognava prestare attenzione ai giovani nelle politiche che si costruivano. Guardava sempre al futuro con fiducia».

I parlamentari Pd

«Don Ivo, una vita spesa al servizio degli ideali di libertà e democrazia, per costruire opportunità di lavoro e per i giovani, sempre dalla parte dei più deboli - scrivono i deputati del Pd, Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni ed Edoardo Patriarca - La nostra comunità tutta deve molto a don Ivo. Partigiano combattente nelle squadre d’azione dei partigiani cattolici, catturato, riuscì a sfuggire a una condanna a morte già decretata. Nel dopoguerra si impegnò nelle organizzazioni cattoliche del mondo del lavoro. Ed è in questo ambito che concepì il grande progetto carpigiano di un centro di formazione professionale. Un sacerdote che ha saputo praticare l’amore verso il prossimo».

Il ricordo di Mirandola

«Don Ivo - ricorda il Comune - è stato una figura significativa della Resistenza ed ha strettamente collaborato con Don Zeno Saltini, giocando un ruolo di grande importanza anche nella storia della Bassa. La sua vita, del resto, si è sempre intrecciata con Mirandola».