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«Era un prete sociale, la scuola Nazareno fu una grande idea»

«Un religioso profondamente inserito nella vita culturale della città, che ha saputo trasformare Carpi donando ai suoi cittadini qualcosa di positivo, tramite la creazione della scuola Nazareno». La...

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«Un religioso profondamente inserito nella vita culturale della città, che ha saputo trasformare Carpi donando ai suoi cittadini qualcosa di positivo, tramite la creazione della scuola Nazareno». La regista carpigiana Liliana Cavani vuole ricordare così don Ivo Silingardi a cui legava una profonda amicizia, che talvolta sfociò in critiche bonarie per le scene di nudo inserite nei film dell’artista.

«Manco da tempo dalla mia città, da Carpi, ma ricordo bene don Ivo – ricorda la grande regista, che da tempo vive a Trastevere, nella capitale – La prima cosa che mi viene in mente, associata alla sua figura, è la fondazione della scuola Nazareno, che ha consentito e tuttora permette a generazioni di giovani di apprendere i segreti per diventare operatori della ristorazione. Senza dubbio è stata un’iniziativa molto positiva perché ha stimolato i giovani a produrre qualcosa di bello e concreto. L’ho incontrato qualche volta quando sono andata da mamma Nina e sono rimasta ben impressionata da questo parroco così simpatico. Ricordo, inoltre, che don Ivo era presente alla proiezione dei miei film. Io lo definisco un “sacerdote sociale”, nel senso che partecipava alla vita culturale della città e ha saputo stimolarne i cittadini tramite opportunità quali, appunto, la scuola Nazareno», conclude Cavani.

Serena Arbizzi

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