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Giacobazzi: «No alla scelta della forza»

Giacobazzi: «No alla scelta della forza»

Al grido di “Mai più senza casa” gli occupanti, del civico 27 di Via Sant'Eufemia a Modena vogliono rimarcare, quell'emergenza abitativa che in questa città, come in altre, coinvolge le fasce più...

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Al grido di “Mai più senza casa” gli occupanti, del civico 27 di Via Sant'Eufemia a Modena vogliono rimarcare, quell'emergenza abitativa che in questa città, come in altre, coinvolge le fasce più deboli o comunque meno tutelate della società. Un problema che finisce direttamente sul tavolo dell’amministrazione comunale. Sinora a Modena le occupazioni sono state più che altro casi sporadici. Limitati. Ora questo nuovo - clamoroso - atto in uno stabile che in linea d’aria si trova a circa 200 metri dall’ufficio del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, non può rimanere inosservato. Per tutta una serie di problematiche sociali, ma anche di sicurezza che porta con sè. È quasi mezzogiorno quando, inviato dal Sindaco Giancarlo Muzzarelli, arriva l'assessore Gabriele Giacobazzi (a destra nella foto con EnricoSemprini).

Assessore, la sua presenza qui cosa vuole significare?

«Che c'è un po' di preoccupazione, che questi episodi coinvolgono famiglie, anche bambini. L'edificio non è di nostra proprietà ma della Cassa Depositi e prestiti che - credo - lo abbia conferito ad un fondo per la sua valorizzazione. Però riguarda la città, il suo centro. Siamo qui per capire le ragioni e per vedere se si può evitare di sostenere le proprie idee con dei sistemi che trovo poco produttivi».

Qui ci sono bambini, donne, una anche incinta. Voi non vi adopererete per aiutarli anche con le utenze?

«Guardi, secondo me, noi non avendo la proprietà dell'immobile non possiamo fare nulla. Faremo delle ulteriori verifiche. In questo momento mi viene da dire che è molto difficile che noi possiamo fare una scelta del genere. Non siamo ne proprietà ne gestore dei servizi quindi, non abbiamo molte armi…».

Il vostro messaggio, però, è di “apertura e dialogo”?

«L'invito che ho rivolto personalmente è a discutere serenamente con altri sistemi rispetto alle azioni di forza perché un'occupazione, anche se pacifica nelle sue linee generali è comunque un'azione di forza. Io preferisco discutere a dei tavoli per elaborare delle soluzioni».

Chiara Russo

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