«La diabetica licenziata? Una decisione inadeguata»
San Cesario. Il consulente medico della donna contesta la decisione del Comune «Scorretto quel drastico giudizio di inidoneità permanente e totale al lavoro»
SAN CESARIO. «Sono ancora in attesa del verbale della risposta del sindaco all’interrogazione sul caso di M.P.». A parlare è il consigliere comunale Sabina Piccinini, della lista civica Nuovo San Cesario e le sue parole si riferiscono all’impiegata comunale, affetta da diabete mellito, licenziata il 22 novembre scorso, in quanto ritenuta non idonea ad un lavoro che svolgeva dal 1991. È quantomeno curioso, però, come si sia giunti al licenziamento di M.P., che il 20 maggio 2014 (su richiesta del servizio di Prevenzione e Protezione comunale datato 12 febbraio 2014) è stata visitata dal medico incaricato del Comune, il dott. Gianni Gilioli, che ha ritenuto la 53enne idonea alla mansione, senza alcuna prescrizione, chiedendo solo di rivederla un anno dopo. Si arriva al 17 marzo 2015, altra visita ed altra idoneità: in quest’occasione il dott. Gilioli chiede una nuova visita due mesi dopo. Ma il dirigente di settore, l’architetto Magnani, chiede che M.P. venga sottoposta a visita collegiale dell’Usl. E nonostante il dott. Gilioli a maggio confermi l’idoneità al lavoro, arriva la visita collegiale ad agosto. Passano tre mesi e ad ottobre viene redatto il verbale del collegio medico: inabile in maniera assoluta a qualsiasi proficuo lavoro. Il Comune il 22 novembre licenzia M.P.
Il collegio medico della Usl è dunque in pieno contrasto con il medico comunale, che in ben 3 occasioni ha ritenuto M.P. idonea. La donna sta lottando per ottenere nuovamente il posto e si è rivolta ad un avvocato. Il legale ha fatto visitare la donna ad un terzo medico, il dottor. Fidel Serra, specializzato in Medicina Interna, Legale e delle Assicurazioni. «Il problema di non idoneità generalmente sorge in caso di lavorazioni che espongono il soggetto a turni notturni, con alterazioni dei ritmi fisiologici e nell’assunzione dei pasti, in caso di lavorazioni in altezze o in quota», cosa che assolutamente non riguarda M.P.
Gli unici problemi che il dott. Serra sottolinea sono relativi alle crisi ipoglicemiche, ma «il drastico giudizio di inidoneità al lavoro, permanente e totale, pare inadeguato; si sarebbe potuto concedere un periodo di inidoneità relativa o assoluta temporanea al fine di verificare la possibilità concreta di ridurre o meglio controllare gli episodi ipoglicemici (il cui numero è eguale negli anni), che comunque in assoluto non la rendono inidonea al lavoro».
E, invece, M.P. si ritrova senza lavoro, una condizione che rappresenta un duro colpo psicologico per una donna che proprio dal suo impiego ha tratto benefici e che di stare con le mani in mano proprio non ne vuol sapere. E giustamente.
Giovanni Balugani
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