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Laura, nuova operazione I medici: «È stazionaria»

Laura, nuova operazione I medici: «È stazionaria»

La 23enne ferita nell’incidente del bus in Spagna resta in coma farmacologico Il papà a Barcellona: «La situazione era tranquilla ma è sopraggiunto un embolo»

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Il primo traguardo di Laura sembrava già a un passo: superare i sei giorni di completa sedazione, quel coma farmacologico necessario per il normale decorso dopo la lunga e delicata operazione che aveva subito al lato sinistro del capo. Ma il “normale” decorso poteva prevedere imprevisti.

«Sì, imprevisti che sono possibili, che possono accadere - spiega il padre Riccardo - ma che ovviamente non ci si augura di certo. L’altro pomeriggio si è verificato un trombo e allora l’équipe medica è dovuta intervenire, operando, riaprendo, liberando il flusso sanguigno. Ora devono trascorrere in tutto 72 ore di decorso post operatorio e poi si ripartirà. È chiaro che sono sempre traumi, sono interventi che si sommano...».

È sempre più dura per i genitori e il fratello di Laura Ferrari, a Barcellona, stare vicini alla 23enne, studentessa di Giurisprudenza rimasta ferita gravemente al capo nel tragico incidente del bus in Spagna. La ragazza era stata soccorsa e salvata in quei momenti terribili subito dopo l’incidente dalla sua amica belga, la studentessa 23enne Elise che oltre ad estrarla dal bus le aveva tamponato la ferita e facendo in modo che non si addormentasse, non perdesse conoscenza. Laura continua la sua lotta per sopravvivere alla ferite e superare ogni ostacolo, i genitori le stanno vicino e così come da Modena i tanti amici della parrocchia e dell’Università. Ogni mezz’ora, nell’ospedale Santa Creu i Sant Pau di Barcellona, per Laura c’è il controllo specifico per verificare l’insorgenza di eventuali trombi. Poi ci sono le visite dei medici e i confronti con i familiari. «Se succede qualcosa di imprevisto mentre noi non siamo in ospedale - riferisce papà Riccardo - riceviamo subito una telefonata, come in effetti è stato anche venerdì pomeriggio. Speriamo non ne arrivino altre».

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