Modena, dopo la protesta dei titolari i vandali incollano le serrature della F.M.C.
Dopo il grido d’aiuto di lunedì delle forniture miliari F.M.C. di via Belle Arti, nel centro storico di Modena, arriva un nuovo raid contro il negozio. L'appello delle vittime: «Sindaco, la telecamera è indispensabile»
MODENA. «A questo punto bisogna che il sindaco metta una telecamera». È la ferma richiesta di Stefano Iotti. Il contitolare del negozio di Forniture militari civili in via Belle Arti, in centro storico, inizia il Sabato Santo con un’amarezza, l’ennesima.
«Ci hanno incollato le due porte - racconta Stefano - e le ultime serrature rimaste». In che senso le ultime? «Le altre, d’accordo con l’assicurazione, le abbiamo tolte - riconosce l’uomo - prima, infatti, ce n’erano due ogni serranda. Sono sedici: con trentadue incollate ci abbiamo rinunciato. Le ultime due ci devono essere altrimenti diventa un problema per la sicurezza».
Mentre parlano, c’è un uomo in camice bianco che cancella la nera croce obliqua tracciata con una bombola spray sull’insegna. È Ercole Toni, presidente di Vivere Sicuri Modena. Un’associazione che ha impiegato 560 ore nel 2015 per rimuovere scritte nella nostra città. «Da luglio s’accaniscono contro il negozio», riconosce Ercole.
«Nell’ultimo anno ci hanno dato dentro - riprende Stefano - ma ne hanno sempre fatte da anni. Non sempre ho denunciato. Sono andato in Questura quest’autunno, dopo le incollate di agosto e settembre. Poi s’erano calmati, a parte due volte che erano passati anche da via Taglio. Ogni tanto fanno raid, scrivendo a destra e a sinistra».
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I messaggi nelle scritte riguardano spesso il mondo militare. Ci sono richiami contro la guerra e oltraggi ai morti. Una volta, infatti, è comparsa la scritta “10, 100, 1000 Nassiriya”, riferimento all’attentato del 12 novembre 2003 che costò la vita a diciannove militari italiani.
«Sono messaggi precisi contro di noi - garantisce Stefano - perché fanno scritte “amene” contro i militari da noi. Non le fanno certo sui muri dell’Accademia perché magari sparano loro dietro». Il penultimo episodio è stato venerdì 18. A settembre anche i co-titolari avevano scritto. Non sui muri, ma su una lettera indirizzata a Gian Carlo Muzzarelli. «L’ha consegnata Toni al sindaco - ricorda Stefano - quindi sappiamo che gli è arrivata». Risposte? «Chi le ha viste?!», commenta amaro l’uomo.
Il sindaco partecipa agli incontri di quartiere. «Non l’ho mai visto - ribatte Stefano - forse saremo troppo vicini al municipio… Con questa insistenza bisogna che ci diano un’occhiata anche loro». L’identikit classico tracciato da Ercole è di persone tra i trenta e i quarant’anni. «Non hanno evidentemente niente da fare - commenta Stefano - e qualcuno li mantiene senza che facciano niente. Potremmo fare un angolo nel locale con tutte le scritte che ci hanno fatto!». Prima di salutare il contitolare ribadisce l’importanza di una telecamera in zona. «Sembra che la voglia mettere - conclude Stefano, citando un incontro tra il primo cittadino ed Ercole - ma non ci ha contattato. Ci sono due scuole, c’è il Sert (che presto si trasferirà in via Nonantolana), l’Accademia. Una telecamera può essere utile».
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