Gazzetta di Modena

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Niente “Movida” e Corso Fanti si ribella

di Valeria Cammarota
Niente “Movida” e Corso Fanti si ribella

I commercianti: «Mancano gli eventi, le Notti Bianche non bastano e veniamo esclusi dai progetti»

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Con l’arrivo della primavera prendono il via le tante iniziative che, ogni anno, vivacizzano il centro di Carpi. È già iniziato il ciclo con l’autore - “Ne Vale La Pena” - e, a breve, verranno ufficializzate le date di Carpinfiore e La Carpi Estate. Eventi tanto attesi, ma che destano tuttavia lo scontento di chi le osserva solo da lontano: gli esercenti di corso Fanti. Fatta eccezione per le notti bianche, infatti, non sono previsti altri eventi e il malumore è vibrante.

«Qui non c’è niente - si sfoga Simonetta Palladini, titolare del negozio di abbigliamento G.F. Moda - i lampioni non illuminano a sufficienza, uno è rotto da oltre due anni e sono poche le persone che passano. In più non siamo coinvolti per niente nelle iniziative. A Natale le bancarelle coprono meno della metà della via e per allungare il percorso, l’unico aiuto dell’assessorato è stato proporci di pianificarlo noi esercenti da soli: perché? Questa zona non interessa: nessuno fa niente e sono talmente disgustata da non sapere se terrò aperto ancora per molto. A parole ci sono tanti progetti, ma è necessario eseguirli subito: anche i commercianti di via Berengario sono disperati. Non si può vivere solo di notti bianche. Una soluzione? Chiudere il corso al traffico e spalmare in modo omogeneo le iniziative su tutto il centro».

Proposta condivisa da Gianni Goldoni, titolare del negozio di fiori. «A parte le due notti bianche - spiega - gli altri eventi si concentrano tra piazza Martiri e piazza Garibaldi e non è giusto. Certo, lì non c’è traffico, mentre a noi viene risposto che qui le auto devono passare. Credo si possa chiudere la via in occasione di eventi se si vuole riempire la città. Occorre coinvolgere tutto l’asse che porta a corso Cabassi».

Un problema che si interseca con il tema della viabilità, dunque. Ne è convinto anche Andrea Pellicciari, titolare del negozio di birre “33 cl”. «Che gli eventi vengano fatti tutti nella zona di piazza Garibaldi è un dato di fatto - dice - e ha anche un senso, dato che là non c’è il problema del traffico. Qui la cosa andrebbe gestita in modo diverso o liberalizzando la via per renderla più scorrevole e addirittura creando un doppio senso tra corso Fanti e corso Cabassi o facendola zona pedonale. Così non siamo né carne né pesce».

Dare alla città un’identità al di là dei soliti percorsi è l’idea di Milva Petrillo titolare, col marito Enrico Davolio, di Focherini Sport. «Carpi è interessante in più luoghi - afferma - mentre la movida è troppo concentrata in piazzetta. È una zona più facile da gestire, più piccola e dotata di un agglomerato di negozi che porta più persone rispetto ad altre aree tuttavia, proprio per questa ragione, bisognerebbe rivalutare alcuni punti strategici del centro, che non è solo corso Alberto Pio. Carpi si sta riducendo a una sola strada e questo è un peccato per l’economia, per i monumenti, per i cittadini. Ci piacerebbe che questo corso fosse più coinvolto, magari pensando un itinerario culturale che battezzi i quattro punti strategici della città e da qui parta per organizzarvi a ruota gli eventi».

C’è anche chi si assume qualche responsabilità. «Vorremmo essere più coinvolti - afferma Fabio Odoli, titolare di Immobiliare Eurocasa - mentre questa è un’area sottovalutata. Ma anche noi esercenti dobbiamo saper utilizzare questo luogo, organizzare cose nuove, ma abbiamo bisogno che il Comune ci agevoli: i permessi sono irrigiditi dalla burocrazia».

E paradossalmente è scontento anche chi sulla piazza si affaccia. «Eravamo importanti quando l’asse di corso Fanti e Cabassi costituiva l’arteria di accesso al centro storico e quando c’erano uffici e scuole - spiega il tabaccaio Paolo Manicardi - spegnendosi il polo commerciale e quello scolastico è scemato anche l’afflusso di persone. L’unico modo per risanare la situazione credo sarebbe la riapertura al traffico. Potrebbe anche aiutare la creazione di un parcheggio in piazzale Re Astolfo: non capisco perché si siano così intestarditi a tenerlo chiuso».

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