Gazzetta di Modena

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Occupazione, ex-caserma diventa un condominio

di Andrea De Carlo
Occupazione, ex-caserma diventa un condominio

L’edificio di S.Eufemia preso in possesso da una ventina di famiglie con bambini Con loro l’associazione “La Rage”che chiede: «Dateci l’acqua, la luce e il gas»

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Da caserma dei carabinieri, disabitata da 10 anni, a “condominio” per 20 famiglie senza casa. È quanto sta accadendo da ieri mattina a poco più di 200 metri dal Municipio, nel cuore di Modena: circa 70 persone, quasi tutte straniere, hanno preso parte all'occupazione abitativa della ex caserma di via Sant'Eufemia.

Dopo pochi minuti dall'ingresso degli occupanti all'interno dello stabile (abbandonato da tempo, gestito da un apposito fondo della Cassa deposito prestiti che si occupa della sua vendita) una pattuglia dei carabinieri ha notato il movimento di persone, chiamando rinforzi. Pochi minuti più tardi ecco arrivare una squadra della Digos che, dopo aver avuto un breve colloquio con gli occupanti senza trovare riscontro positivo sulla possibilità di accedere allo stabile, ha lasciato il posto alla polizia municipale, rimasta in via Sant'Eufemia all'incirca fino a poco dopo l'una. Nel cambio tra una pattuglia e l'altra, si è presentato sul luogo anche l'assessore Gabriele Giacobazzi (inviato dal sindaco) per dialogare sui motivi dell'occupazione e le eventuali possibili soluzioni al malessere. Dal confronto è emerso il quadro della situazione: 20 nuclei abitativi, all'interno dello stabile con altrettanti bambini. Un incontro aperto e comunque rinviato, nel concreto, a una discussione dopo Pasqua per cercare di trovare punti d’incontro e soluzioni.

Da parte loro gli esponenti dello sportello sociale La Rage, spiegano che «chi occupa sono persone, rimaste senza casa e che non trovano risposte dalle istituzioni. Si tratta di adulti che si sono trovati in assemblea, hanno discusso e si sono organizzati per andare a vivere in uno stabile vuoto, lasciato al degrado. Il fatto di poter ottenere un dialogo reale e costruttivo è uno dei presupposti essenziali per realizzare qualcosa di concreto. Bisogna che si elimini il processo di impoverimento costante a cui portano gli organi preposti, vedere ad esempio le dinamiche legate agli assistenti sociali e allo sradicamento familiare: le famiglie che si sono rivolte allo sportello non sono disposte ad accettare tutto ciò». Un’occupazione che segue, a circa un anno di distanza, quella in via Bonacorsa, sempre nel centro cittadino. Tuttora occupato.

Enrico del collettivo Guernica, giunto in solidarietà allo sportello sociale “La Rage” aggiunge: «Questa occupazione è un atto che rappresenta che la problematica della casa è drammatica e riguarda una platea vastissima di persone. Questa platea di persone viene però ignorata dalla politica delle istituzioni sia a Modena come a livello nazionale, nonostante costituisca una emergenza sociale. Non ci sono risposte».

Basta questa motivazione a giustificare un gesto che è comunque un illecito penale?

«Per quanto ci riguarda esiste ciò che è lecito e ciò che è legittimo - aggiunge Enrico - Secondo noi è legittimo dare un senso alle strutture vuote, abbandonate. Questo ci sembra un crimine contro il buon senso al di là di qualsiasi formalismo tecnico-giuridico».

In attesa di comprendere gli eventuali sviluppi legati all'occupazione, nell'abitazione, composta da un cortile interno e gli appartamenti tutto intorno, sono ora presenti oltre settanta persone. Gli occupanti confidano di risolvere nei prossimi giorni il problema degli allacciamenti e si stanno già attrezzando per creare alloggi , come avvenuto gradualmente lo scorso maggio in occasione dell'occupazione portata a termine in via Bonacorsa. In serata Enrico Aimi (Forza Italia) con una nota ha sollecitato l’immediato sgombero per il ripristino della legalità.

(ha collaborato Chiara Russo)

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