«Precursore dei tempi con il suo carisma»
Il ricordo dei carpigiani che hanno incrociato il sacerdote nella sua lunga attività di promozione civica
All’indomani della scomparsa di don Ivo Silingardi, regna ancora lo stupore. La comunità carpigiana è compatta nel ricordarlo come uomo di grande valore, oltre che come religioso attento e sensibile.
«Perdiamo una grande persona - afferma Giorgio Vecchi - un grande uomo, al di là del ministero che ha professato. Mancherà a tutti. Ebbi l’onore di collaborare con lui prima che nascesse il Centro Nazareno, aiutandolo nella sua realizzazione. Avevo 18 anni e conobbi i “suoi” ragazzi: erano moltissimi e in molti casi difficili da recuperare. Li legava amicizia e collaborazione. Si fermava spesso in negozio da me e aveva sempre parole capaci di dare una connotazione positiva anche ai momenti difficili. La sua più grande dote? La capacità di prevedere ciò che poteva essere il futuro dei giovani: è stato un precursore, un innovatore, era di molto avanti rispetto a ciò che la nostra realtà poi ci ha proposto».
In centro non si parla d’altro. «Ho un ricordo molto affettuoso di don Ivo - afferma Margherita Dotti - era una persona sempre presente, costante, carismatica, con un occhio vigile sia all’interno della struttura Nazareno, sia attorno a sé».
Noto anche a chi non lo conosceva di persona, don Ivo viene ricordato come un grande benefattore. «Ha fatto del bene alla città - commenta Renzo Bartoli - dando lavoro a tanti giovani».
Una grande persona, che ha sempre ammirato e stimato: sono le parole con cui Giancarlo Lugli lo ricorda. «Don Ivo è stato un pezzo di storia carpigiana eccezionale - dice Mario Lugli - Moltissimi gli devono tanto».
Colpisce soprattutto la coincidenza della sua scomparsa con i giorni che precedono la Pasqua. «Mi ha scosso molto il modo in cui è morto - spiega Giovanni Marini - ha incontrato il Vescovo un’ultima volta giorni fa, ha vissuto la Passione come Cristo e se n’è andato nel giorno di Venerdì Santo».
Grande anche il cordoglio di Padre Sandro, parroco di San Nicolò. «Non trovo parole che non appaiano banali, sono troppe le cose da dire. E lui era don Ivo. Semplicemente. Una gran persona, dotata di carattere, che si faceva voler bene e che ci teneva le cose fossero fatte come diceva lui: bene».
Don Ivo Silingardi lascia tanti amici, oltre che fedeli. «Lo conobbi nel 1948 - racconta l’antiquario Alberto Lodi - è stato un amico e un grande religioso, nel senso più ampio della parola. Mi mancherà molto».
Valeria Cammarota
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
