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Itinerari in Appennino, sul Libro Aperto ad occhi spalancati verso l’infinito

Andrea Baschieri e Lorenzo Guerrieri
Itinerari in Appennino, sul Libro Aperto ad occhi spalancati verso l’infinito

La salita da Bellagamba guarda all’Abetone e sconfina tra le vette più belle dell’Appennino modenese

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FIUMALBO. Bello e classico itinerario invernale e primaverile, adatto sia a escursionisti con ciaspole che a scialpinisti, che si svolge nella zona dell'Abetone e permette di raggiungere la vetta del Libro Aperto. Questo gruppo montuoso è composto dal monte Belvedere (1896 m slm), dal monte Rotondo (1937 m slm) che è la massima elevazione e dalla sua anticima (quotata 1932 m slm) posta poco più a nord. Il suo nome deriva dal fatto che dalla valle del torrente Lima (Toscana), i versanti delle prime due cime appaiono dritti e incidenti, con un angolo tale da sembrare un enorme libro aperto.

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Si parte nei pressi della località di Bellagamba, una delle tante minuscole borgate nel comune di Fiumalbo; subito si incontra una stupenda capanna celtica con sullo sfondo una magnifica vista della cima del monte Cimone; arrivati alle ultime case si imbocca il sentiero Cai n. 495 che ci condurrà alla cosiddetta Foce delle Verginette o Serra delle Motte.

L’odierno sentiero ricalca in buona parte l'antica strada medioevale che, prima della costruzione della via Giardini e del Passo dell’Abetone nel 1778, era la via più importante e frequentata per passare dalla montagna pistoiese a quella modenese e viceversa. La prima parte del percorso si svolge all’interno di un bel bosco di faggi che costituiscono la vegetazione arborea predominante della zona; sono altresì presenti altre specie quali l’abete bianco, l’acero riccio e quello di monte, il sorbo montano e quello degli uccellatori.

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Si attraversano alcuni piccoli ruscelli, che a seconda dell’innevamento, possono essere in parte coperti dalla neve. Piano piano gli alberi si fanno sempre più radi e il panorama si apre sulle vette circostanti, fino a giungere, dopo circa 1 ora dalla partenza, al valico delle Verginette a circa 1500 metri di altitudine, dove si trova la “Casetta di Lapo”, piccolo rifugio aperto solo d’estate come punto ristoro.

Qui lasciamo il sentiero Cai n. 495 (che faremo al ritorno) e imbocchiamo l'ampio crinale spartiacque tosco-emiliano (sentiero Cai n. 00) che ci condurrà fino alla cima del Monte Belvedere a 1896 m di altitudine. Questo tratto è molto bello e permette ottime visuali sull’Abetone e le vette circostanti quali il monte Gomito e l’Alpe Tre Potenze; si incontrano inoltre, se non sono coperti dalla neve, numerosi cippi di confine in pietra arenaria e di forma cilindrica, risalenti alla fine del XVIII secolo: su alcuni di essi sono ancora visibili scolpite le lettere M (versante modenese) e T (versante toscano).

Dalla vetta del Monte Belvedere, sempre seguendo il crinale, si scende brevemente alla sella sottostante e quindi si risale l'ultimo pendio che in breve ci condurrà sulla vetta del Monte Rotondo, la cima più alta del gruppo del Libro Aperto, a 1936 m di altitudine. Da qui il panorama a 360 gradi è fantastico: verso nord la dorsale monte Lagoni - Cimone, verso est il crinale con Cima Tauffi, Spigolino e Corno alle Scale, verso ovest Monte Gomito, Giovo e, più lontani, Prado e Cusna e infine verso sud tutto il versante toscano con in lontananza, se la giornata è sufficientemente limpida, il mar Tirreno.

La discesa può avvenire per l'itinerario dell'andata o per la piccola valletta formata dal Rio Borgognoni (sentiero estivo Cai n. 495) fino a tornare nuovamente alla casetta di Lapo e da lì a ritroso per il sentiero dell'andata fino a Bellagamba.

 

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