Gazzetta di Modena

Modena

«Amo scrivere, sarà la mia vita»

di Alessio Monarie Alessandro Luppi
«Amo scrivere, sarà la mia vita»

Lorenzo Guaraldi di Modena e il suo primo libro: L’anno

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MODENA. Lorenzo Guaraldi, giovanissimo scrittore, ha risposto alle nostre domande riguardanti il suo percorso e il suo libro “L’anno”.

«Frequento il penultimo anno del liceo classico Muratori di Modena, ho quasi 18 anni», racconta Lorenzo.

«Il titolo dice quasi tutto: è un romanzo che racconta un anno della vita di un adolescente qualunque. Si tratta, però, di un anno particolare, che lo segna, un anno ricco di colpi di scena e che lo costringe a cambiare. Il protagonista è molto emotivo e si legherà ad una compagnia di amici. E scoprirà anche il mistero della scomparsa di sua madre, che non vive con lui».

Chi è il protagonista?

«Mi riconosco un po’ in lui, ma ogni lettore vi si può rivedere, anche perché nel corso del romanzo non si fa mai il suo nome. La sua situazione familiare è in bilico, la madre scompare quando lui è ancora piccolo e il padre ne risente molto. Ha due fratelli entrambi più grandi: Giacomo, con cui è legatissimo, e Agata, sorella più grande con cui non è in buoni rapporti».

Quando hai iniziato a scrivere?

«Alle elementari. Era un passatempo, poi ho pensato di “incoronare” questo mio hobby scrivendo un libro. Per la prima stesura ho impiegato quattro mesi, tra i 14 e i 15 anni. Poi l’ho fatto leggere a genitori ed amici, ma nel corso del tempo l’ho modificato un po’ perché io stavo crescendo e maturando, un po’ perché ho freqeuntato un corso di scrittura a Rimini: l’ho pubblicato l’11 ottobre del 2015, in totale tre lunghi anni, fatti anche di giorni bui in cui ero del tutto bloccato, ma ho insistito e sono andato avanti».

È stato difficile pubblicarlo?

«Soprattutto adesso è davvero complesso pubblicare un libro. Sono ambizioso e quindi l’ho mandato alle migliori case editrici, ma non ho ricevuto nessuna risposta dopo 6 mesi. Allora ho optato per l’ebook, una formula ancora non del tutto decollata, ma che presenta molti vantaggi. Economici soprattutto, ma ci sono anche dei lati negativi perché il lettore preferisce avere l’edizione cartacea in mano. Ho scelto una piattaforma che si chiama Narcisus, che permette ai giovani scrittori di pubblicare il proprio libro con Amazon, con Mondadori ebook, quindi su tutte le biblioteche online come Google Play, la biblioteca di Apple e in più con Amazon si può scegliere anche di farsi spedire a casa il cartaceo: lo stampano e ti arriva a casa in 2 o 3 giorni. Secondo me sarà l’editoria del futuro».

Perché un’aurora boreale sulla copertina?

«Per Talpa, (Nicola) è il suo vero nome, personaggio non-vedente. L’aurora boreale per lui è la luce della speranza nelle tenebre, un faro di gioia che può illuminare la notte».

Recensioni: negative o positive?

«Una obiezione che mi è stata sollevata è che il libro ha un inizio un po’ noioso, poi accade qualcosa che rovescia l’ordine delle cose e come nella vita anche nella lettura del libro bisogna andare avanti».

I tuoi autori preferiti?

«Alessandro D’Avenia sicuramente è stato uno degli autori che mi ha appassionato, ho letto tutti i suoi romanzi, vedo caratteristiche di stile che mi accomunano al suo modo di scrivere, e mi piacerebbe raggiungere i suoi livelli. Ho letto Ammaniti che ho anche incontrato, poi mi sono buttato sui classici perchè penso che siano quelli che insegnano davvero a scrivere».

I professori sapevano del tuo libro?

«No, nessuno. Penso che gli insegnanti siano importanti nel percorso di crescita. La mia professoressa di italiano delle medie mi diceva: “Tu da grande dovrai scrivere un libro”. È stato importante per me».

Cosa vuoi fare da grande? Lo scrittore?

«No, non credo che si possa campare ancora al mio livello, ma mi piacerebbe trovare una carriera che mi permetta di scrivere, come il giornalista, l’inviato all’estero, l’editor o lo sceneggiatore».

Stai già pensando al secondo libro?

«Sì e l'ho anche già iniziato. È la storia d’amore tra un ragazzo cristiano ed una musulmana. Si chiamerà “I cacciatori di tramonti”».

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